Teramo, la protesta delle mamme: il Comune dice sì al tavolo tecnico

Teramo. Non si può ancora parlare di vittoria, ma di certo la protesta delle mamme ha messo a segno oggi un punto importante. L’amministrazione comunale ha infatti deciso di istituire un tavolo tecnico con i genitori in merito al caro mensa scolastica che, da giorni, sta occupando le cronache teramane in seguito all’aumento varato dall’amministrazione cittadina (80 centesimi).

 

Dopo la protesta di qualche giorno fa, le mamme (ed i papà) sono tornati oggi pomeriggio a protestare in concomitanza dell’odierno question time in Consiglio Comunale. Mamme “armate” di passeggini, posizionati davanti la scalinata del Duomo, per sposare anche la “rivolta dei passeggini”, tenutasi lo scorso sabato 4 ottobre a Roma per sensibilizzare il governo verso i bisogni delle famiglie italiane. La protesta ha portato a Teramo anche Gigi De Palo, ex assessore capitolino, che ha organizzato la manifestazione in Campidoglio.

mamme te2Poi una delegazione di mamme (tra le quali anche Graziella Cordone, ex candidata sindaco) ha varcato le porte del Consiglio Comunale e letto un testo in cui si chiedeva sostanzialmente all’amministrazione di fare un passo indietro per ciò che concerne l’aumento dei buoni pasto varato dalla Giunta o l’istituzione di un tavolo tecnico.

“Non ho mai temuto il confronto – ha risposto poi il primo cittadino – Mi pare sinceramente che questo discorso (rivolto alla mamma; ndg) assomigli più ad un programma elettorale (riferendosi proprio alla presenza della Cordone; ndg). Abbiamo di certo sbagliato i tempi della comunicazione (i genitori non sono stati avvisati dell’aumento quest’estate; ndg), ma le tariffe della refezione scolastica non venivano ritoccate dal 2009. C’è da dire che le famiglie più disagiate vengono inviate ai servizi sociali, che provvedono anche alla mensa. Noi però abbiamo deciso di inserire una nuova fascia fino ad un reddito ISEE non superiore a 17600 euro. Per questa fascia, l’aumento sarà solo di 30 centesimi (quindi 3,90 euro; ndg). Se partirà da subito o da gennaio ancora non lo so. Abbiamo deciso però di istituire contemporaneamente un comitato composto da mamme e consiglieri, se vogliono, per valutare la qualità delle nostre mense”. Brucchi poi è scivolato sull’esempio di Pescara, citando i buoni pasto da 7,70 del Comune di Alessandrini, ma dimenticando che l’amministrazione contribuisce con più di tre euro, facendone dunque pagare effettivamente quattro alle famiglie. 

La delegazione di mamme ha poi accettato ovviamente di buon grado il passo dell’amministrazione di dire sì al tavolo tecnico, ma ha ribadito che “l’istituzione di una sola fascia di reddito non è abbastanza, si deve ragionare analizzando più fasce”. I genitori restano in attesa dell’incontro con il sindaco, mentre l’assessore alla Pubblica Istruzione Piero Romanelli ha sottolineato come “il prodotto offerto dal Comune sia eccellente per cucine e cuochi, il cui costo per l’amministrazione è di 4,73 euro, di più dunque di quanto chiesto alle famiglie”.

Sabato mattina il comitato delle mamme, affiancato dall’associazione Robin Hood, si incontrerà per stabilire la delegazione che incontrerà Brucchi dalla prossima settimana.

Il caso scuolabus. Durante l’intervento in risposta alla delegazione di mamme, Brucchi ha anche citato l’episodio dello scuolabus finito secondo alcuni fuori strada qualche giorno fa perché sovraccarico (il Comune ha invece sottolineato come il mezzo non sia mai uscito dalla carreggiata). “Le mamme dei bimbi presenti sullo scuolabus hanno detto non è successo nulla”, frase a cui ha risposto uno stizzito Mimmo Sbraccia (consigliere comunale di maggioranza): “Ma lei lo ha visto il pulmino?”.

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