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Giulianova, fermo biologico dal 28 agosto. Impresapesca: “Consumare pesce italiano”

Confermato dal ministero dell’agricoltura e pesca il fermo biologico nel medio Adriatico per il settore dello strascico, nel tratto compreso tra San Benedetto del Tronto e Termoli, e che interessa quindi anche la marineria di Giulianova, dal primo al 30 settembre.

E altri 8 giorni di fermo obbligatorio dovranno essere garantiti entro il mese di ottobre. Ma le marinerie locali hanno già fatto sapere che probabilmente osserveranno il blocco delle attività consecutivamente. In realtà le imbarcazioni caleranno le reti per l’ultima volta prima dello stop nella notte del 25 agosto.

E a partire dal 28 dello stesso mese gli armatori consegneranno i documenti alle autorità marittime per sbarcare l’equipaggio osservando i giorni di fermo. Nei giorni scorsi la Federpesca Abruzzo, rappresentata dal presidente Vincenzo Staffilano, era apparsa preoccupata perché il ministero, dopo aver varato il calendario del fermo biologico, non aveva provveduto a ratificare gli accordi. Il via libera è arrivato quindi solo pochi giorni fa.

A Giulianova il fermo interesserà 14 imbarcazioni del settore dello strascico, di piccolo e medio tonnellaggio. Tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90 nel bacino giuliese ormeggiavano 39 motopescherecci che consegnavano complessivamente una media di 8 tonnellate di pescato al giorno.

La crisi del settore e i costi non più sostenibile del gasolio hanno costretto agli inizi del 2000 numerosi armatori ad avviare le procedure di rottamazione dei motopesca, ottenendo un contributo dall’Unione Europea. Il fermo biologico, va ribadito, interesserà solo lo strascico. Mentre tutte le altre attività, piccola pesca, lampare e vongolare continueranno ad andare in mare.

Intanto, la Coldiretti Impresapesca invita i consumatori a fare attenzione negli acquisti e al ristorante perché in Italia è cresciuta del 70 per centro l’importazione del prodotto estero. In pratica due pesci su tre sono stranieri e di questi più del 50 per cento arriva da Paesi extraeuropei. Meglio consumare quindi il prodotto d’allevamento italiano e soprattutto il pesce azzurro, considerato povero ma dalle straordinarie proprietà nutrizionali.