Torrente Vibrata, la (non) manutenzione del corso d’acqua continua a far discutere

ponte_vibrata_villa_rosaAlba Adriatica. Le alluvioni, che con cadenza quasi settimanale, funestano la Penisola, favoriscono innegabili accostamenti con le realtà locali. Lo stato di cura (poca) dei corsi d’acqua, e i residui della piena di marzo, soprattutto del torrente Vibrata, in prossimità della foce, ha favorito la presa di posizione di amministratori, comitati cittadini e anche partiti politici. Di recente, i referenti dell’associazione “ Le nostre origini” ha scritto ad alcuni enti, chiedendo interventi di manutenzione del corso d’acqua, proponendo anche alcune possibili soluzioni. Al momento, però, risposte in tal senso non sono arrivate. Ecco perché le segreteria de La Destra di Alba Adriatica (Massimo Censori e Stefano Flajani), ha preso posizione sul tema chiedendo anche un intervento da parte del prefetto di Teramo.

“I Comuni di Alba Adriatica e Martinsicuro (la pulizia è stata fatta solo sulla sponda nord, ndr)” si legge nella nota, “ stanno “pulendo”, gli argini del Vibrata tra il ponte della Strada Statale 16 e la foce del Vibrata stesso in modo da “favorire il deflusso delle acque”. Il lavoro di pulizia consiste nell’asportare le canne distruggendole invece che venderle. Se l’alluvione arrivasse al ponte della S.S. 16, ormai a monte, avrebbe già esondato dagli argini allagando case e terreni, ed avrebbe già creato un nuovo corso così da arrivare all’abitato di Alba Adriatica. Tutti gli interventi fatti sin’ora sono solo palliativi, costosi, momentanei e con risultati apparenti. Se non si prevedono opere risolutive, non riusciremo mai ad avere i soldi necessari per realizzarle, perché gli eventuali fondi stanziati dovrebbero essere usati, con priorità, per pagare i danni già procurati a case, automobili, terreni, attività commerciali. I nostri vecchi che, veramente vivevano il territorio, oggi ci urlerebbero di realizzare i gabbioni, ci urlerebbero di realizzare le briglie. Gabbioni e briglie che, a differenza degli interventi che si stanno realizzando, costerebbero poco e sarebbero realmente efficaci, in special modo i gabbioni, che potrebbero essere realizzati in tempi brevissimi.        Le opere vanno fatte in modo che non si renda necessario intervenire continuamente. Non si fanno azioni per “spendere” quello che si ha in cassa solo per dar lavoro a pochi. Non si progettano Piani Territoriali per poi effettuare “deroghe” dove si vuole; Piani Territoriali usati per non pagare il “giusto ed equo indennizzo”ad agricoltori espropriati e cittadini danneggiati, salvo poi concedere “permessi di Costruzione” per mega complessi anche in siti non idonei”.

 

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