Naturalmente la fattibilità di un’operazione di questo genere, che presuppone una serie di adempimenti di non poco conto, non è semplice ed è legata a delle autorizzazioni di natura ministeriale, relativamente alle quali lo Stato centrale, negli ultimi anni, è sembrato voler aprire percorrere la strada delle liberalizzazioni, al momento solo sulla carta. “ Noi non saremmo contrari ad una prospettiva di questo genere”, commenta il sindaco Gino Monti, “ anche se poi le autorizzazioni non dipendono dal Comune”. Di certo, prevedere una sala da gioco a Tortoreto (la struttura si presta, soprattutto per la presenza di un grosso albergo, anche se con gli opportuni interventi) potrebbe dischiudere nuove prospettive, non solo in chiave turistica, ma anche sul piano finanziario, visto che i casinò in Italia sono gestiti da società miste, con la partecipazione degli enti pubblici. In Italia, infatti, esistono quattro sale da gioco: Sanremo, Campione d’Italia, Saint Vincent e Venezia, tutte localizzate a nord dello Stivale. Negli ultimi anni, complice anche lo sviluppo dei cosiddetti casinò online, le case da gioco tradizionali hanno pagato dazio, ma da più parti fioccano richieste per aprirne di nuove, in aggiunta a quelle classiche. Tra queste, ora, c’è anche Tortoreto.