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Pescara, Marineria alla carica: ‘Blocchiamo l’Asse Attrezzato e sfondiamo le porte del Comune’

Pescara. La marineria torna a minacciare proteste eclatanti, dopo un anno di attesa per gli indennizzi dovuto allo stop del periodo di chiusura del porto e alla luce delle nuove chiusure, causate dagli scarsi interventi di dragaggio. Minacciate l’ennesimo blocco dell’Asse Attrezzato e l’invasione forzosa del Consiglio Comunale sul piano portuale.

Al termine di un’assemblea tenuta stamani presso la sede dell’Anmi in via Paolucci, la marineria pescarese ha deciso di scendere di nuovo in piazza per protestare. É stata infatti organizzata per venerdì prossimo 16 maggio alle 7 di mattina una marcia che si concluderà con il blocco pacifico della rampa dell’asse attrezzato.

“Abbiamo votato oggi all’unanimità 46 armatori – ha spiegato il presidente dell’Associazione Armatori di Pescara Mimmo Grosso – la decisione di tornare a manifestare perchè dopo un anno di promesse, non abbiamo avuto le risposte che volevamo. Niente soldi per la cassa integrazione, nulla sui Fondi Comunitari, e rischio di un nuovo dragaggio. Venerdì andremo sull’asse attrezzato e in quel luogo chiederemo di incontrare il presidente della Regione Gianni Chiodi, gli assessori Carlo Masci (Bilancio) e Mauro Febbo (Pesca), il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e il presidente della Provincia Guerino Testa per avere da loro le risposte che aspettiamo da oltre dodici mesi”.

Gli indennizzi richiesti sono relativi ai lunghi mesi di mancato lavoro dovuti alla chiusura del porto, nel drammatico periodo in cui non si riusciva a dragare il fondale insabbiato. “Chiederemo anche – ha concluso Grosso – di essere invitati a partecipa al Consiglio Comunale sul Piano Regolatore Portuale in programma il 20 maggio. Altrimenti – ha sottolineato a margine dell’assemblea l’armatore – sfonderemo le porte della sala consiliare perché una nostra rappresentanza deve partecipare a queste decisioni”