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Segretari comunali: i sindaci pescaresi contro l’abolizione

Pescara. Parte dalla provincia pescarese un “no” allla decisione del Ggoverno per l’abolizione dei segretari comunali italiani

. Diversi sindaci della provincia di Pescara, e non solo, hanno scritto al presidente del Congilio dei ministri Renzi per manifestare la propria contrarietà a questa iniziativa, in considerazione del ruolo svolto dal segretario comunale, “una figura di spiccata professionalita’ e competenza senza la quale si creerebbe un vulnus nella organizzazione e nella gestione degli enti locali”.

Sempre in questa regione, poi, e’ stata elaborata una lettera, a firma dei segretari comunali italiani, anch’essa diretta a Renzi e da inviare sotto forma di mailbombing, per contestare tale scelta, annunciata dal Governo senza che si sappia “il perche'”. “Accade – dicono i segretari al presidente del Consiglio – che una intera categoria, mentre sta lavorando, mentre lotta – e paga – per l’affermazione delle regole per mandare avanti, tra mille difficolta’, il Comune in cui lavora, si ritrovi indebolita, esposta al giudizio negativo della pubblica amministrazione”. La proposta di abolizione e’ una “inutile e gratuita offesa” alla categoria che chiede di “affiancare” il governo nel cammino delle riforme, senza alcuna intenzione di opporsi o osteggiarle, mettendo a disposizione “capacita’ competenze e impegno per tagliare gli sprechi, riorganizzare l’amministrazione, renderla trasparente, semplificare”. S

ulla questione e’ intervenuto anche il sindaco di Chieti e delegato Anci al Personale Umberto Di Primio il quale parla del segretario come di una figura “irrinunciabile” ma sottolinea che “deve adeguarsi alle esigenze di una moderna amministrazione degli enti locali” e ricorda che “la revisione dello status dei segretari comunali e’ un’urgenza rispetto alla quale l’Associazione ha presentato una proposta organica ai precedenti Governi, con l’obiettivo di dotare le amministrazioni di una dirigenza forte”.