Il corteo, preceduto dalle forze dell’ordine, era numerosissimo nonostante la pioggia ed il freddo, come numerose erano le persone ad aspettare fuori dalla chiesa.
Un funerale come si conviene ad una grande personalità, tante le autorità cittadine intervenute, a partire dai consiglieri comunali, che si sono strette al dolore dei familiari per rendere omaggio ad un uomo, che per oltre trent’anni ha svolto in maniera impeccabile la sua carriera all’interno del Comune di Pescara accompagnando ben 7 sindaci.
Il saluto del sindaco Albore Mascia
“Tantissimi cittadini hanno voluto rendere omaggio quest’oggi per l’ultima volta ad Achille D’Alessandri, l’amico, lo stimato professionista, il punto di riferimento per intere generazioni di politici, di amministratori e di colleghi. Nella sala consiliare del Comune si sono avvicendati ex sindaci, come Carlo Pace, che con Achille ha condiviso due diverse consiliature, nove anni di governo, l’abate generale Don Giuseppe Natoli, ex consiglieri comunali, assessori comunali di ieri e di oggi, il Presidente della Provincia Guerino Testa, l’ex Presidente dell’Ente Manifestazioni Pescaresi Michele Murgo, o l’ex Provveditorato agli studi Santilli, tutti con il desiderio di salutare per l’ultima volta un caro amico che ha lasciato un segno indelebile nella pubblica amministrazione pescarese”. E’ il commento del sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia alla giornata odierna dedicata al saluto ad Achille D’Alessandri.
Alle 10 di questa mattina il feretro è arrivato in Comune, presso la Sala consiliare, dov’è stata allestita la Camera Ardente per espressa volontà del sindaco Albore Mascia. Ad accoglierlo decine di dipendenti del Comune di Pescara che per l’intera mattinata lo hanno vegliato, accanto alla moglie Tonia, ai figli Massimiliano e Sabrina, alla sorella, e ai nipoti, tra cui Paolo Tarantelli, Presidente della Circoscrizione Castellamare.
“Achille – ha ricordato il sindaco Albore Mascia – ha lavorato per più di trent’anni nel nostro Comune e ci ha lasciato il ricordo della sua cordialità e, al tempo stesso, dell’autorevolezza. Ha sempre rappresentato un punto di riferimento per i colleghi e per la classe politica, con il suo sorriso ha saputo risolvere anche le situazioni più complesse, mostrando sempre una grande carica umana. Non potremo mai dimenticare l’immenso patrimonio di conoscenze, di idee, di progettualità che ci ha lasciato ed è stato questo il modo migliore per onorare la sua memoria”.
Serena Zavatta