Non solo sciopero, ma anche occupazione. Non è una scuola, ma la Asl

L’Asl del capoluogo abruzzese è stato occupato dai manifestanti stanchi di non ricevere risposte in merito al rischio chiusura dei nuclei di cure primarie, fondamentali ora che molti medici di base stanno andando in pensione.

Una scuola occupata non fa tanto rumore, ma se a essere occupata è l’Asl – e per di più del capoluogo di regione – allora c’è sicuramente un malcontento molto esteso. Che la sanità italiana non stia passando un bel periodo non è una novità, con pronto soccorso che chiudono, attese infinite per esami e visite specialistiche e medici di base in pensione che non vengono sostituiti.

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E proprio quest’ultimo punto ha scatenato la rabbia dei manifestanti che hanno occupato l’Asl de L’Aquila perché stanchi di non avere alcun tipo di supporto da parte di chi dovrebbe essere in prima linea per risolvere i problemi dei pazienti e dei loro famigliari. La goccia che fatto traboccare il vaso è il rischio che i nuclei di cure primarie possano chiudere.

Asl occupata: mancano i medici di base

Cgil, una rappresentativa dei medici, i loro sindacati Fimmg, Smi, Snami e un comitato cittadino hanno indetto una manifestazione per protestare contro la possibilità che i nuclei di cure primarie possano chiudere a L’Aquila. La protesta è sfociata poi nell’occupazione dell’Asl che si è resa necessaria a causa del silenzio e del menefreghismo degli operatori dell’azienda sanitaria locale,

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Nessuno ha voluto confrontarsi con i manifestanti che così hanno deciso, dopo qualche piccola scaramuccia con le forze dell’ordine che non è però mai sfociata in violenza fortunatamente, di entrare prima nella pertinenza dell’edificio e poi dentro l’edificio stesso. Ciò che viene chiesto è che i nuclei di cure primarie vengano salvati, e per fare ciò c’è bisogno dell’intervento dell’Asl che deve permettere il subentro dei nuovi medici di base.

I nuclei di cure primarie servono a offrire servizi aggiuntivi rispetto al medico di base, ma se questi dovessero chiudere i pazienti si ritroverebbero lasciati a loro stessi. Infatti, molti medici di base sono andati in pensione, ma l’Asl non ha ancora provveduto a sostituirli. I pazienti dei medici in pensione vengono assegnati a nuovi giovani medici che, però, non sono autorizzati a lavorare nei nuclei.

Un cane che si morde la coda, praticamente. Il capogruppo del Partito democratico al Consiglio comunale de L’Aquila Stefano Albano era presente alla manifestazione e ha dichiarato: “Una protesta pacifica di cittadini e operatori sanitari che chiedevano di essere ricevuti dalla direzione della Asl ha trovato un rifiuto incomprensibile. I cittadini hanno il diritto di ottenere risposte”.

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