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Chieti, venerdì sit in davanti alla sede INPS

Chieti. Il prossimo venerdì 14 settembre USB PI di Chieti terrà un sit in dalle ore 8,30 alle ore 12,30 presso l’ingresso al pubblico della sede INPS di Chieti in via Spezioli 12. L’iniziativa, chiamata “No Mastrapasqua Day” è indirizata verso una raccolta firme dei cittadini utenti INPS per una petizione popolare, indirizzata al Governo, contro gli accumuli di incarichi nella Pubblica Amministrazione.

A questo proposito significativa, la posizione del presidente nazionale INPS, Antonio Mastrapasqua che, fra pubblici e privati, assomma la ben venticinque incarichi dichiarati che gli fruttano una rendita, dichiarata, di 1 milione 200 mila euro l’anno.

“Riteniamo impossibile – dichiara Silvio Di Primio dell’USB – che al signor Mastrapasqua venga concesso di essere, nello stesso tempo, presidente dell’INPS, vicepresidente di Equitalia (che, tra l’altro, riscuote i crediti per conto dell’INPS), presidente CdA di Equitalia Sud, direttore amministrativo dell’ospedale Israelitico di Roma (privato), presidente CdA di Idea Fimit (collegata al ruolo di presidente INPS) e poi ancora : presidente Telecontact Center; presidente Telenergia; presidente Emsa Servizi; presidente Eur Congressi; presidente Eur spa; presidente Acquarome; presidente Adr Engineering; oresidente Quadrifoglio; presidente Rete Autostrade Mediterranee; presidente Groma; presidente Mediterranea Nautilus spa; sindaco supplente Telecom Italia Media; sindaco effettivo Coni Servizi spa; sindaco effettivo Autostrade per l’Italia; sindaco effettivo Fandango; sindaco effettivo Loquendo; amministratore dlegato Italia Previdenza. A fronte di ciò la USB si è fatta promotrice di una petizione popolare per chiedere l’emanazione di una norma di legge che: Vieti ai vertici di aziende e amministrazioni pubbliche di cumulare incarichi in società private, comprese quelle a partecipazione pubblica; preveda che il manager chiamato a rivestire incarichi in una società privata a partecipazione pubblica non possa avere contemporaneamente incarichi in altre società partecipate a capitale pubblico; stabilisca un tetto invalicabile alla remunerazione complessiva del manager chiamato a rivestire incarichi in una società privata a capitale pubblico”.