Eccellenza, doppio Miccichè: L’Aquila passa a Nereto VIDEO

Nereto: Gagliardini, Di Loreto (26’st Alfonsi), Succi, Mboup, Nepa, Rinaldi, Selmanaj, Sorci (1’st Rodia), Di Curzio (1’st Gardini), Di Benedetto, Cerasi (29’st A. Capocasa). A disp. Pirozzi, Sardini, Monaco, Mennillo, Ciarrocchi. All. Vagnoni (in panchina Vitelli)

 

L’Aquila: Domingo, Lenoci, Moscianese, Altares, Ricci, Venneri, Miccichè (47’st Fonti), Di Norcia, Di Paolo, Catalli (29’st Di Sante), Pellacchia (25’st Lenart). A disp. Chicarella, Cipriani, Cianfrini, Steri, Maisto, Irti. All. Cappellacci

Arbitro: Pica di Roma 1 (Colonna di Vasto e Odoardi di Chieti)

Reti: 17’pt e 36’st Miccichè

Note. Angoli: 7-2. Ammoniti: Succi, Mboup, Rinaldi (N); Domingo, Miccichè, Di Norcia (L). Espulso al 22’ st Di Paolo (L) per gioco falloso. Recuperi: 1’, 4’

 

 

L’Aquila torna a correre, dopo due pari consecutivi. E lo fa aggrappandosi alla vena realizzativa di Miccichè, già sei in stagione. Ma anche ad un atteggiamento tattico quasi inappuntabile che non concede nulla o quasi agli avversari. Anche quando resta in dieci. Il Nereto ci prova, soprattutto nel corso della ripresa a scalfire le certezze difensive degli avversari. Ci mette anche tanta applicazione e continui campi di modulo.

 

Ma alla fine deve issare bandiera bianca dopo 4 gare utili. Vive molto sugli episodi la sfida del Comunale. Che miscela fisicità, qualche spigolatura di troppo e atteggiamenti tattici decisamente diversi. L’Aquila, con il consolidato 4-3-3 prova da subito a fare la voce grossa. Dopo appena due giri di lancette, Miccichè rifinisce basso per Catalli: Gagliardini è attento. Il Nereto che parte con un centrocampista in più (Sorci) e un giocatore offensivo in meno (Rodia) risponde proprio con il mediano al 4’: Domingo è attento. L’Aquila occupa la metà campo avversaria e fa molto possesso palla.

 

E’ alta la conclusione di Altares che prova a far male dal limite. Il match si sblocca al 16’. Succi affronta Di Paolo in area: i due vanno giù e il direttore di gara concede il rigore che non viene gradito dai locali. Catalli calcia a mezza altezza, Gagliardini si oppone ma Miccichè anticipa tutti (compagni e avversari) e piazza il tap-in vincente. Il Nereto, punto nell’orgoglio, progressivamente cerca di prendere campo, ma gli spazi in fase offensiva sono decisamente limitati.

 

I bianchi di casa ci provano al 39’ con l’inserimento di Di Loreto, da destra, la retroguardia chiude. In avvio di ripresa Vagnoni, che segue i suoi dalla tribuna, inserisce Gardini e Rodia per dare maggiore peso specifico in avanti. Ma il Nereto ci mette un attimo a risistemarsi in campo e L’Aquila nello spazio di pochi minuti ha due opportunità: prima con la sgroppata di Di Norcia. Gagliardini vola a dire di no. Mentre sull’angolo seguente, su uno schema, Pellecchia bacia l’esterno della rete. Brividi al 18’, quando il rilancio non perfetto di Gagliardini mette nelle condizioni Pellecchia di concludere in porta: Rinaldi salva sulla linea. La partita resta comunque aperta e vivace, con il Nereto che ci prova alzando decisamente il proprio baricentro. Al 22’ gli ospiti restano in dieci per il rosso diretto rimediato da Di Paolo, che affonda il tackle su Nepa.

 

I vibratiani sembrano crederci: alla mezzora è delizioso il rifornimento di Nepa per Di Benedetto messo davanti a Domingo. Il rimbalzo del pallone non rende semplice la conclusione e il tentativo di lob viene disinnescato dal giovane portiere ospite. Cappellacci toglie un attaccante e mette dentro Lenart, che poi spiana la strada al raddoppio. Il giocatore polacco fa viaggiare Di Norcia a destra il traversone basso viene corretto da due passi da solito implacabile Miccichè. La gara è in pratica in ghiacciaia. Il Nereto prova l’ultimo assalto, ma la retroguardia aquilana, ancora immacolata in stagione, tiene. Al 48’ Rodia da due passi non riesce a corregge in rete, mentre in pieno recupero il piazzato di Di Benedetto è largo, anche se di poco. Finisce qui. L’Aquila, se ancora ve ne fosse bisogno, mostra tutta la sua tempra mentre il Nereto cade senza farsi male più di tanto.