Autismo Abruzzo: dalla didattica a distanza a quella inclusiva e fruibile. Le proposte

L’alone di incertezza sulla proroga dello stato di emergenza acuisce ansie nelle famiglie con bambini e ragazzi con disabilità.

 

Tutte loro si interrogano ogni giorno sugli scenari possibili a settembre, con l’avvio della scuola, con classi da formare, luoghi adeguati ancora da individuare e, infine, una didattica a distanza che ha evidenziato nella sua prima sperimentazione molte criticità. Il rapporto AGCOM, recentemente pubblicato, ha evidenziato le criticità di una DAD “sperimentale” e le difficoltà nel coinvolgere gli studenti con disabilità (uno su tre è stato escluso dalla DAD).

 

Senza docenti di sostegno, senza assistenti e senza punti di riferimento molti studenti con autismo hanno potuto contare esclusivamente sui genitori per seguire le lezioni a distanza, spesso con strumenti inadeguati e con difficoltà di vario genere (connessioni lente, spazi casalinghi insufficienti, genitori impegnati al lavoro). Unica risposta l’assistenza scolastica a domicilio, seppur autorizzata dal Ministero, è arrivata molto tardi con complicazioni burocratiche inaccettabili per un periodo di emergenza. Di fatto, solo pochi studenti ne hanno beneficiato e solo per la parte finale dell’anno scolastico. Mercoledì 15 luglio, partendo dalle esperienze dirette, segnaleremo alla Regione Abruzzo e al sistema scolastico proposte concrete per una DAD inclusiva e accessibile. Un momento di confronto costruttivo con le Istituzioni, chiamate a dare risposte straordinarie in una fase di assoluta incertezza.

 

Autismo Abruzzo onlus, grazie al supporto dei docenti Patrizia Dundee e Claudio Di Cesare (Gilda), proverà anche ad esporre soluzioni tecniche in grado di agevolare la scuola nella relazione con gli studenti. Oltre ai referenti istituzionali del sistema scolastico, saranno presenti all’incontro il Dott. Massimo Carboni e il Prof. Enzo Valente, referenti del Consortium GARR, organismo qualificato nella realizzazione e gestione di reti per la ricerca e per le istituzioni pubbliche. Il nuovo anno scolastico dovrà essere inclusivo per i nostri ragazzi e allo stesso tempo costruire quel “ponte” tra la scuola e la vita di tutti i giorni. Un “ponte” tra presente e futuro, tra la scuola e il “durante e dopo di noi”.