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Frutta avariata ed etichette ingannevoli: sequestro da 30 tonnellate tra pescarese e chietino

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Ultimo Aggiornamento: sabato, 13 Gennaio 2018 @ 11:43

Pescara. Oltre 30 tonnellate di conserve sequestrate tra le province di Pescara e Chieti, dai carabinieri del Nas: frutta avariata ed etichette ingannevoli.

Una serie di controlli nel settore conserviero hanno visto protagonisti NAS, Carabinieri Forestali e del nucleo Ispettorato del Lavoro di Pescara che, nelle province di Pescara e Chieti, hanno sequestrato oltre trenta tonnellate di conserve alimentari ritenute, alcune, in cattivo stato di conservazione, altre con etichettatura riportante informazioni fuorvianti per il consumatore.

In un comune dell’alto pescarese, il maxi sequestro ha riguardato 30.000 chili di conserve alimentari a base di frutta congelata e agrumi vari. Il provvedimento cautelare reale è stato adottato per scongiurare che tutti quei prodotti alimentari, stoccati all’aperto, esposti ai fenomeni atmosferici e agli agenti infestanti, potessero finire nei cesti natalizi. Il responsabile dell’impresa alimentare è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria. È scattata anche la segnalazione alle Autorità Sanitaria e Amministrativa per inadeguatezze afferenti il “pacchetto igiene” e le norme inerenti la gestione dei rifiuti.

In Provincia di Chieti, invece, i NAS hanno vincolato penalmente circa 1000 vasetti di conserve, passate di pomodoro, poichè etichettati con informazioni atte a trarre in errore il consumatore, circa la reale origine del prodotto. Il titolare dell’attività è stato deferito penalmente alla Procura teatina. Sanzioni amministrative per diverse migliaia di euro sono state contestate per violazioni in materia di autocontrollo aziendale e procedure di rintracciabilità delle materie prime.

Altissima rimane l’attenzione dei Carabinieri per la Tutela della Salute, addetti alla salvaguardia della sicurezza alimentare in un periodo dell’anno, quello prossimo alle festività natalizie, in cui alcuni operatori del settore si prestano pericolosamente a pratiche e procedure commerciali evidentemente più attente al proprio interesse economico che a quello collettivo della salute pubblica.

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