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Regione Abruzzo, Direr protesta contro la rimozione di dirigenti

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Ultimo Aggiornamento: venerdì, 3 Novembre 2017 @ 4:08

L’Aquila. ‘La DIRER esprime ferma protesta per tutti i provvedimenti adottati che comportano la rimozione di dirigenti, per pura discrezionalità politica a prescindere da una verifica della professionalità, dei risultati conseguiti e del merito.

La gestione della politica del personale della Regione Abruzzo negli ultimi tempi ha destato più di qualche preoccupazione. E la nostra organizzazione, nel denunciare questi comportamenti, non intende sottrarsi al proprio ruolo e alle proprie responsabilità.

La DIRER difende I diritti dei Dirigenti, ma ancor prima il dovere dei dirigenti di assicurare ai Cittadini una Amministrazione equa nelle proprie attività, trasparente nelle azioni, razionale nelle decisioni. Nel dare quindi il benvenuto al nuovo dirigente del Personale (nonché Capo di Gabinetto del Presidente) di cui giungono notizie del tutto positive speriamo possa ripristinare l’interfaccia giusta per i reciproci comportamenti di leale collaborazione anche se molti interrogativi restano in maniera pesante.

Come si può ritenere legittimo mantenere i Direttori in carica dopo aver segmentato e riarticolato la macchina organizzativa della Regione? Direttori che erano stati scelti – a seguito di un bando – sulla scorta della loro proposta di funzionalizzazione di un Dipartimento con competenze profondamente diverse dopo la nuova articolazione? Risulta realmente oscura la ratio della decisone, ma poi incomprensibile e iniqua è assumere una decisone opposta a quella praticata sino ad oggi, nel recente caso della riorganizzazione del Dipartimento Infrastrutture,Trasporti, Mobilità, Turismo e Cultura: qui il Direttore Zappacosta viene lasciato senza incarico, senza motivo, senza demerito e senza neanche un formale provvedimento amministrativo di decadenza.
Non era mai successo in precedenza, in Regione, che le conseguenze di un processo di riorganizzazione avessero ricadute dirette ed immediate sui contratti di lavoro dei dirigenti. In passato la stesso Governatore D’Alfonso aveva lasciato inalterati gli incarichi dei direttori, nonostante le ripetute modifiche dei Dipartimenti. Non si comprende il motivo per cui alla scissione in due del Dipartimento non sia seguita la conferma per la parte del Turismo, Cultura e Paesaggio dell’incarico già in corso del collega Zappacosta. Tutto il procedimento appare lacunoso e per molti versi viziato.

La stessa modifica organizzativa si pone in contrasto con la L.R. 77/99, come successivamente modificata, innalzando illegittimamente il numero dei Dipartimenti da 6 a 7, Dipartimenti che, secondo la legge, devono essere pari al numero degli Assessori e quindi solo 6.
Non è questo il solo caso: è ancora aperta la vicenda della sostituzione del Direttore dell’ADSU di Teramo. Qui, in forza della L.R. n. 22/2014 “Norme per la rotazione del personale dirigenziale degli Enti regionali”, che a suo tempo la DIRER, insieme a CGIL,CISL e UIL regionali, cercò in ogni modo di contrastare, si sta disponendo il “transito coattivo” dell’attuale Direttore, messo a disposizione della Giunta, facendo venir meno, anche in questo caso, ogni garanzia contrattuale con un procedimento di dubbia legittimità.

Il sindacato si schiera a fianco di tutti i colleghi coinvolti che hanno dovuto intraprendere pesanti ricorsi giudiziari per veder riconosciuti i propri diritti contrattuali ricordando che già in passato la Regione è stata condannata per casi analoghi.

E’ necessario che il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali sia riportato in un percorso di trasparenza, pubblicità e regolarità amministrativa che limiti il potere discrezionale della classe politica e premi il merito e le professionalità della classe dirigente per scegliere i candidati migliori alla guida delle strutture amministrative.
Proprio per riaffermare questi principi il sindacato si è opposto alla white -list messa in piedi dalla Giunta regionale per l’accesso alla dirigenza che, come dimostrato dai successivi conferimenti di incarichi dirigenziali, non garantisce un procedimento trasparente e meritocratico ( non si conoscono neanche i nominativi dei soggetti inclusi). E anche per queste ragioni continueremo anche di fronte al Consiglio di Stato la nostra battaglia a rivendicare un giusto procedimento nella attribuzione degli incarichi’, si legge in una nota a firma del segretario DIRER Silvana De Paolis.

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