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Gli islamici d’Abruzzo prendono le distanze e condannano la strage parigina

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Ultimo Aggiornamento: giovedì, 2 Novembre 2017 @ 17:19

“E’ stato un atto terroristico, criminale, che nulla ha a che vedere con l’Islam”. E’ una condanna senza mezzi termini quella che l’imam Mustapha Baztami, portavoce della comunità islamica d’Abruzzo, ha fatto questa mattina nei confronti dell’assalto ad opera di due terroristi che ieri hanno ucciso 12 persone durante un’incursione armata al giornale satirico Charlie Hebdo.

“Proviamo, come la stragrande maggioranza dei cittadini europei, un grande dolore”, ha detto l’imam, “e ci uniamo al cordoglio di tutte le comunità islamiche europee che hanno condannato in maniera unanime questo terribile atto di violenza”.

Da sempre impegnato sul fronte del dialogo e dell’integrazione, Mustapha Baztami vuole sottolineare l’immensa distanza che separa il pacifico mondo islamico da questo genere di frange integraliste. “Invitiamo tutti alla calma” continua l’imam, “e a non lasciarsi prendere dai facili rancori. Non bisogna fare di tutt’erba un fascio. Chi compie queste genere di azioni, così come il fantomatico stato dell’Isis, non ci rappresenta affatto e non ha alcun diritto di parlare anche a nome nostro. Quello che sta accadendo in questo ultimo periodo è qualcosa che non è mai accaduto nella storia dell’Islam e non lo possiamo accettare”.

E’ turbato Baztami e non lo nasconde anche perchè è consapevole che tragedie di questa portata minano il lungo lavoro fatto fino ad ora lungo la strada dell’integrazione. “Non è giusto strumentalizzare Allah per fare azioni di violenza”, aggiunge l’imam, “anche perchè nelle nostre scritture si parla di indulgenza e c’è l’invito a trasformare il nemico nel nostro più intimo amico. Abbiamo sempre sottolineato l’importanza di una serena convivenza, che si può raggiungere solo con un dialogo sereno e la reciproca conoscenza”.

Batzami, inoltre, ricorda che tra le vittime della strage di ieri ci sono anche due persone di religione islamica, un poliziotto che lavorava come scorta del direttore, e un giornalista. “Il fatto che tra le vittime ci siano anche due mussulmani” conclude Batzami, “ci fa capire che questi signori non guardano in faccia a nessuno e agiscono o perchè sono vittime anch’essi di manipolazioni o basandosi su una sbagliata interpretazione dei testi islamici. Ora, dunque, sarà importante lavorare ancora di più e meglio per riprendere fin da subito il percorso del dialogo”.

ALESSANDRINI: ATTACCATI I NOSTRI VALORI PROFONDI

A condannare l’orrore di Parigi c’è il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, figlio del giudice ucciso dalla mano del terrorismo nel pieno degli Anni di Piombo: ““L’attentato parigino”,dice, “non è solo un attacco alla libertà di informazione, ma anche ai valori profondi dell’Occidente di cui la libertà di stampa è una delle bandiere”. “La libertà di pensare e di informare già da tempo è finita nel mirino”, prosegue il sindaco pescarese, “ancora prima delle esecuzioni di giornalisti messe in rete dall’Isis, ricordiamo anche i cronisti caduti mentre raccontavano il traffico di stupefacenti nel proprio paese, ultimo in ordine di tempo il paraguaiano Pablo Medina, la cui storia ho avuto modo di conoscere grazie al recente Premio Borsellino che ha ricordato il suo sacrificio”.

“La democrazia avrà sempre bisogno di voci libere e autonome che informano, fanno inchieste e commentano in uno spirito di libero dibattito democratico e di confronto intellettuale”, conclude Alessandrini, “Libertà di informazione, infatti significa controllare il potere, fornire diverse letture della realtà e consentire al cittadino di confrontarle e poi scegliere”.

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