Le Associazioni Sportive e i sedicenti ‘tecnici’

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 26 Ottobre 2017 @ 13:59

Durante la sedicesima legislatura, è stato presentato al Senato della Repubblica Italiana, il disegno di legge 796 ad iniziativa dei senatori Aforio, Belisario, Amati, Cossiga, De Toni, Di Nardo, Giambrone , Lannutti, Pedica e Russo (Italia dei Valori), comunicato alla presidenza il 18 giugno 2008.

Il presente disegno di legge stabilisce che, nel quadro della finalità di tutela del benessere, alla direzione delle Associazioni sportive dilettantistiche, sia preposto un laureato in scienze motorie, secondo modalità ed alle condizioni stabilite dalla legge regionale.

Esso consta di un totale di cinque articoli : il primo stabilisce i principi fondamentali per la legislazione delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di conduzione di strutture come palestre, società sportive, anche non professionistiche; mentre gli altri quattro articoli stabiliscono che alla direzione tecnica di suddette strutture sportive debba esserci un laureato in scienze motorie e se ne disegnano i compiti.

Il Disegno di legge non è stato mai approvato.

Ad oggi, infatti, solo la Regione Toscana e la Regione Sicilia hanno stabilito che, all’interno dell’organico di una ASD o di una società sportiva, debba esserci, obbligatoriamente, la presenza di un diplomato ISEF o di un Laureato Scienze Motorie.

Dopo otto anni dalla presentazione del soprascritto disegno di legge, non esiste ancora una legge nazionale che stabilisca lì’importanza di un tecnico competente nel corpo di una associazione sportiva.

Attualmente, per l’avvio di strutture in cui svolgere attività motorie e sportive, come palestre, centri sportivi, società ed organizzazioni atletiche, è sufficiente attenersi alle norme igienico-sanitarie emanate dalle singole aziende sanitarie locali di competenza, mentre non appaiono in alcun modo disciplinati gli aspetti relativi alla tutela della salute dell’utenza sotto il profilo della sicurezza dell’attività fisica praticata, oltre che della formazione professionale di istruttori e del personale tecnico.

Può bastare questo per avere a che fare con la “salute” dei clienti di un centro sportivo? Il sedicente tecnico, sa mettere in pratica soluzioni ottimali e personalizzate per ogni singolo cliente?

Effettivamente, il cittadino, praticando l’attività sportiva con questa soluzione, magari consigliata dal medico di famiglia, seppure sia convinto di migliorare il proprio stato di efficienza psicofisica, di fatto mette a serio repentaglio la propria incolumità fisica.

Voi affidereste il vostro benessere fisico o affidereste e la crescita psico-motoria dei vostri figli ad una figura la quale competenza non è chiara o, peggio, è inesistente?

Alla luce di ciò che ho appena scritto, ritenendo lacunosa la questione analizzata e insoddisfacente il fatto che, in Italia, il laureato in scienze motorie non abbia un riconoscimento effettivo e valido (non esiste un Albo), da membro di una ASD e da giovane laureata, mi chiedevo cosa può fare la Regione Abruzzo a riguardo:

non affidiamo la salute fisica dei cittadini e dei nostri bambini nelle mani dell’ultimo arrivato. Dopotutto, prevenire è meglio che curare. E le casse dello stato, approverebbero.

Dott.essa Giulia Malatesta
ASD Dimensione Fitness