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Ospedale Teramo: i posti auto? Insufficienti e ripartiti male. Intanto la Cgil si rivolge alla Corte dei Conti

Teramo. Suscita ancora qualche polemica la questione parcheggi nel piazzale dell’ospedale Mazzini di Teramo. Un argomento al centro della discussione oggi, nel question time in Comune, grazie all’interrogazione presentata dal consigliere di maggioranza Franco Fracassa.

“Più volte” ha detto “il manager Varrassi ha annunciato un suo intervento soprattutto in relazione ai parcheggi riservati a quei pazienti che ogni giorno si recano in ospedale per la dialisi o la radioterapia. Ma ad oggi, nulla è stato fatto. Non solo: c’è troppa differenza tra i parcheggi a pagamento e quelli liberi, gli spazi vanno ridimensionati”. Il consigliere ha poi posto l’accento anche sulla questione relativa ai posti auto riservati ai dipendenti delle cooperative. “Loro guadagnano 400 euro al mese ma, a differenza dei medici, non hanno il posto auto riservato. Allora propongo: perchè questi ultimi non donano loro il pass gratuito? Il coloro del camice non può essere una discriminazione”. A rispondere all’interrogazione è stato il primo cittadino, il quale ha garantito che gli uffici stanno lavorando ad una nuova proposta che, una volta condivisa con i sindacati, sarà sottoposta alla Asl. “L’attuale convenzione” ha spiegato Brucchi “risale alla Giunta Sperandio e stiamo lavorando per una nuova ripartizione dei parcheggi. Già questa mattina i Vigili Urbani hanno effettuato un sopralluogo. È chiaro che devono esserci più parcheggi per i cittadini, quelli liberi sono insufficiente ed essendo un’area pubblica, deve rispettare le disposizioni del Codice della Strada. La vecchia convenzione prevedeva che l’area attualmente riservata a medici e paramedici dovesse essere destinata al verde, ma la situazione è cambiata e le esigenze vanno ottemperate. La prossima settimana avremo una proposta, che sarà prima condivisa con i sindacati e poi presentata alla Asl”.

E, a proposito di sindacati, torna a farsi sentire la Funzione Pubblica della Cgil, la quale in una nota si chiede se la salute sia ancora lo scopo primario delle aziende ospedaliere. “Le ultime vicende che hanno interessato la Asl di Teramo confermano di no” continua la nota sindacale. “La salute del paziente è subordinata al profitto, ai budget e alle clientele. Funziona, così, che un direttore generale venga valutato per la riduzione dei costi e non per la qualità delle prestazioni sanitarie e per le scelte sanitarie operate sul territorio”. Gli esempi sono diversi. “Qualche mese fa furono licenziati e mandati a casa i lavoratori che si occupavano del Cup nel presidio di Teramo. Con un accordo sindacale ne furono reinseriti gran parte e al posto degli esclusi sono stati assunti il figlio di un primario, il nipote di un importante dirigente di partito, il figlio di una dipendente, il nipote di un sindaco”. Per non parlare della formazione: “si creano percorsi specifici per qualcuno sulla base del cognome, percorsi che saranno utili a futuri avanzamenti di carriera”. E nel frattempo, “si fanno pagare i parcheggi ai cittadini e ai lavoratori. La produttività per i dipendenti è bloccata. I trasferimenti del personale non dirigente da un reparto ad un altro o da un presidio ad un altro sono eseguiti in maniera clientelare. Non è mai stato avviato il Comitato Unico di Garanzia per il benessere organizzativo e per le pari opportunità, si esternalizzano servizi fondamentali come l’ADI e la risonanza rinnovando la convenzione con la Radiosanit di Roseto. Si accorpano i reparti con immaginabili conseguenze negative per i pazienti. Si continuano a dire bugie sul destino del presidio di Atri. Quali sono le priorità nell’assunzione del personale? Perché tanta fretta nel nominare e incaricare primari mentre si danno risposte insufficienti alla carenza di personale infermieristico? In realtà, c’è chi fa il primario di una stanza mentre i pronto soccorso, di cui sono note le vicende negative, sono privi di una guida”. Infine, un riferimento ai referenti nominati nei giorni scorsi: “non ci prendiamo in giro, le carriere iniziano anche così, mettendo un piede in una qualifica superiore, operazione per la quale la Asl potrebbe essere anche condannata per danno erariale”. Proprio per questo, la Funzione Pubblica della Cgil chiederà alla Corte dei Conti e alla Procura di verificare la legittimità di quanto denunciato.