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Settimana corta per gli studenti della Provincia di Chieti, polemiche nell’ultimo consiglio provinciale

Chieti. “Nell’ultima seduta della legislatura, che chiude la storia democratica della provincia di Chieti con un’assemblea eletta direttamente dai cittadini, l’amministrazione di Centro – Destra a guida UdC con Enrico Di Giuseppantonio  presidente ‘regala’ la settimana corta agli studenti delle scuole medie superiori. Si chiude la scuola un giorno per risparmiare”.

La denuncia arriva da una nota congiunta di PD, IdV, SEL e PRC, precisando che la decisione è stata presa “con la forza dei numeri ma senza che, una scelta così complessa e difficile, fosse mediata e confrontata con il Dirigenti scolastici, i sindaci dei comuni che ospitano le strutture scolastiche superiori, con i rappresentanti degli studenti e loro famiglie. Per anni abbiamo dibattuto nei Consigli Provinciali sul merito delle proposte dell’organizzazione delle rete scolastica superiore provinciale e della relativa offerta formativa. Sempre abbiamo formulato proposte ed emendamenti migliorativi che ci hanno sempre bocciato allorquando l’assessore ivi delegato, Mauro Petrucci, si costruiva la candidatura alle ultime elezioni regionali e noi intendevamo mettere al centro dell’azione i superiori interessi degli allievi e della qualità formativa. Mai s’è posto l’accento sulla necessità di organizzare diversamente l’orario scolastico concentrando in cinque, in luogo dei sei attuali, i giorni di lezione”.

Per il centrosinistra “la decisione è pasticciata ed affrettata perché il tutto va studiato approfonditamente,  cominciando da un organizzazione diversa ed efficace dei trasporti pubblici  che interessa soprattutto le aree di confine verso il Molise da dove molti alunni frequentano le scuole medie superiori di Vasto e San Salvo, ma anche un discorso serio con i Dirigenti scolastici tutti cui la normativa, ad ogni buon conto, riserva una larga autonomia nella  gestione e nell’organizzazione  oraria delle lezioni. Non è possibile che come al solito siano gli studenti e le famiglie a pagare per le inefficienze e le scelte errate della politica Non  si può ‘risparmiare’ sull’unica cosa dove invece bisogna investire: la scuola e quindi la formazione dei nostri ragazzi. Per ottenere economie di scala e risparmi certi nei costi , è nell’organizzazione complessiva che bisogna lavorare ed incidere non certo con decisioni affrettate (dove anche i numeri non sono certi) e di corto respiro come quella che s’è presa, verso cui – conclude la nota – abbiamo unitariamente espresso un voto contrario”.