Teramo scomparsa dai collegi elettorali e non solo: “Toccato il fondo”

Con lo schema di decreto legislativo presentato dal Governo alle Camere la Provincia di Teramo compie il suo declassamento nell’insignificanza. Dopo anni di chiusure, delocalizzazioni, spostamenti di sedi istituzionali e commerciali, la Provincia si trova adesso a fare i conti con l’apice della sua discesa sul fondo”. A dirlo il capogruppo di Italia Viva in consiglio comunale, Flavio Bartolini.

“La terza provincia più popolosa, quella che consegue il 10,9% dell’export provinciale di autoveicoli e dell’8,6% di export alimentare e che si attesta come seconda/terza forza in termini di unità imprenditoriali nella Regione, continua ad essere sistematicamente depauperata di importanza. Istituzionale ed economica. La scomparsa di Teramo come collegio è solo l’attuale tappa di un treno che viene da lontano. È la certificazione dello status in cui volge questo territorio. La recente unificazione della Camera di Commercio teramana, riunita sotto l’unico vessillo del Consorzio del Gran Sasso (ovviamente a beneficio istituzionale dell’altro versante montuoso), è ancora un tema fresco. Così com’è fredda la sensazione d’abbandono che tutta la costa teramana, da Alba Adriatica a Pineto, sente sulla questione dell’erosione costiera. Tema nascosto sotto il tappeto dell’approssimazione. Ed ecco l’ulteriore bruciatura di questo 2020. La costatazione dell’indifferenza che regna. La scomparsa dalle mappe dei collegi italiani di Teramo (spacchettata tra L’Aquila e Pescara), ridisegnati dopo la sciagurata riforma costituzionale sulla rappresentanza, votata con il referendum dello scorso ottobre, è la conseguenza logica dell’abbandono che la politica locale ha operato da anni in questa terra. Lo scollamento, tra i rappresentanti legislativi e gli elettori, si consuma da anni. La nostra Provincia si ritrova politicamente abbandonata, sguarnita dagli interessi altrui e sistematicamente depauperata delle proprie risorse, sia istituzionali che economiche”.

E ancora: “La rimodulazione dei collegi è il colpo di grazia, uno scadimento istituzionale che ci assegna ingiustamente lo status di ultima provincia regionale, confinandoci nell’irrilevanza totale. Si auspica che tale situazione venga risolta nelle sedi opportune, perché il tempo per modificare tele esito esiste qualora però esistesse la volontà, da parte dei nostri rappresentanti, di recuperare il prestigio sopito di questa terra. Si sente il bisogno di aprire gli occhi, prendere coscienza dei fatti e istaurare di conseguenza un nuovo dibattito per la città e per questa provincia, sotto il segno dell’unità di intenti, al fine di liberare i numerosi e nobili spiriti di iniziativa culturale e imprenditoriale che la abitano”.