Teramo, case Ater: “Storie di ordinaria follia”

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 16 Dicembre 2019 @ 18:37

Teramo. “Il Natale alle porte non sarà diverso dagli ultimi tre per gli inquilini sfollati della Case ATER. Ancora una volta lo passeranno in strutture ricettive o in sistemazioni di fortuna, percependo si il CAS, ma con la tristezza che deriva dall’essere fuori casa!”. Ad esordire così in una nota stampa il consigliere comunale M5s Pina Ciammariconi.

“Eppure, solo qualche mese fa per alcuni di loro, il “traguardo” di un ritorno alla stabilità che può dare una casa da considerare propria, non sembrava un miraggio. Ora non più…nel silenzio generale ed imbarazzante delle Istituzioni.
Vediamo di capire come è andata:
1- Il Decreto Legge 9 Febbraio 2017 n° 9 (poi diventato Legge 7 Aprile 2017 n° 45) certifica la necessità di dotare di nuovi alloggi le popolazioni colpite dal sisma nelle regioni Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio.
2- Le Regioni e la Protezione civile, costituitesi come “Strutture di missione per il superamento emergenze di protezione civile regionale” (SMEA), producono una serie di determine atte ad individuare un patrimonio immobiliare da acquistare per poi cederlo alle diverse ATER.
3- Con la Delibera di Giunta Regionale n. 196 del 9/04/2017 si incarica il Centro Operativo Regionale della Protezione Civile (COR) di emanare un invito pubblico rivolto a privati, per individuare una serie di immobili da acquisire per uso abitativo e da destinare a soggetti residenti in edifici danneggiati dal sisma.
4- Una serie di decreti successivi perfeziona l’iter di acquisizione di detti immobili: in particolare, il Decreto 265 del 29/10/2018 della Regione Abruzzo stabilisce che “tecnici appositamente incaricati”, avranno il compito di operare una scrematura tra le offerte dei privati al fine di individuare quali immobili presentino i requisiti richiesti stilando una graduatoria da sottoporre alla regione stessa.
(Per la provincia di Teramo gli immobili ritenuti ammissibili sono 254 ( 147 nel comune di Teramo)
5- Attraverso la Delibera 262 del 14.05.2019, la Regione incarica le ATER ad acquisire detti immobili. Si precisa inoltre il ruolo delle SMEA come soggetti che hanno potere di elargire alle ATER, nell’ambito di economie create dai ribassi, contributi forfettari per la gestione degli immobili.
6- Con l’avviso del 20/5/2019, il comune di Teramo comunica l’apertura della graduatoria, invitando i cittadini interessati a presentare istanza di adesione che avrebbe giustamente comportato la sospensione del CAS al momento della consegna dell’appartamento.
7- In data 27/08/2019, le famiglie coinvolte nell’operazione (1/3 della totalità) ricevono una comunicazione scritta attraverso la quale il Comune “ASSEGNA TEMPORANEAMENTE” un’unità abitativa per l’emergenza terremoto ( con tanto di indirizzo e numero civico).
8- Il 16 settembre 2019 con una Delibera del C.d.A., l’ATER Teramo acquisisce nelle proprie casse la cifra stanziata dal Governo per il tramite di Protezione Civile e delle Regioni, pari a 13.000.000 di euro per l’acquisto di immobili siti a Teramo e dintorni sottoscrivendo la volontà di aderire al progetto.
Tutto sembra più che mai andare per il verso giusto. Ma d’improvviso la frenata, brusca ed impietosa.
9- Il 12/11/2019, il Comune di Teramo, nella persona del Sindaco Gianguido D’Alberto, mette nero su bianco che c’è un “blocco” delle assegnazioni…
In realtà sono state assegnate case che nessuno ha ancora acquistato.
A leggere tra le righe, emerge quasi la volontà di affrancarsi dall’ATER dato che “ il Comune di Teramo…….da quel momento ( 22 agosto, data di pubblicazione delle graduatorie n.d.r.) è in attesa di capire quando verranno assegnate tali abitazioni”.
Motivo di tale blocco? Una questione burocratica di non secondaria importanza: in quanto Ente pubblico di natura economica, l’ATER avrebbe dovuto accollarsi anche le spese per il pagamento dell’IRES(Imposta sul reddito di società), che, anche a seguito della cifra ricevuta, è piuttosto consistente. E quindi, semplicemente, l’Ente pensa bene di restituire la somma e di chiedere alla Protezione di Civile di occuparsi direttamente dell’operazione…
E qui inizia il nostro sconcerto. Non esiste, a quanto abbiamo potuto constatare, nessuna Delibera con cui l’ATER motivi la propria, incredibile retromarcia. La spiegazione sul pagamento IRES è al momento affidata alla breve comunicazione apparsa sul sito del Comune. Non esiste, fatto altrettanto grave, nessuna lettera di “Controordine” da parte dell’amministrazione comunale a tutti i cittadini che avevano ricevuto la comunicazione di agosto sull’assegnazione degli alloggi acquistati che in realtà NON lo erano stati affatto (acquistati). Siamo basiti su come una operazione del genere sia stata condotta, anche mediaticamente, con sufficienza, come se si stesse parlando di una compravendita da mercato rionale, in cui l’acquirente si accorge di non avere i soldi necessari, e non di acquisti di patrimoni immobiliari fondamentali per il futuro di tante famiglie.
Né emerge una volontà sempre la parte dell’ATER di portare a termine l’operazione, se non appellandosi all’agenzia delle entrate… Davvero poco per un Ente designato ad un compito di tale importanza.
Per gli sfollati che avevano accettato il trasferimento negli alloggi acquistati, il blocco della procedura è stato tutt’altro che indolore. Alcuni di essi, dopo aver disdetto gli affitti degli immobili in cui erano allocati, hanno dovuto cercarsi nuove sistemazioni di fortuna. Non si è avuta considerazione alcuna dell’aspetto psicologico della vicenda e delle ripercussioni su persone già fortemente provate dagli accadimenti a seguito del sisma (stiamo parlando, è utile ribadirlo, di proprietari di immobili fortemente danneggiati), che sono passate nel giro di qualche giorno dalla speranza alla disillusione”.

“È stato un colpo durissimo! In una vicenda che può essere solo definita grottesca, ci si sarebbe aspettato quantomeno un minimo di rispetto e di scuse… e invece al momento niente…ma la speranza si sa, è l’ultima a morire, anche se alcune domande sorgono spontanee:
1- Nell’elenco che è stato pubblicato, in molti degli immobili (quasi tutti) mancano i numeri civici, come si è potuto procedere ad una assegnazione carente di un riferimento fondamentale?
2- A fronte della domanda precedente, risulta evidente che NESSUNA verifica sia stata fatta a monte, circa i requisiti degli immobili da inserire nella graduatoria altrimenti non si spiega come mai, 16 famiglie si siano viste assegnare una palazzina allo stato grezzo ( solo cemento armato per capirci) e quindi ci si chiede: il Comune di Teramo ha dunque ritenuto di non dover effettuare verifiche ulteriori (anche a campione), prendendo per buona una graduatoria con evidenti “stranezze” per usare un eufemismo?
3- Perché l’ATER ha deliberato l’adesione al progetto sapendo di non poter fronteggiare i costi IRES e soprattutto, con quale procedura ha rinviato al mittente la somma erogata visto che ad oggi, nell’albo pretorio ATER non compare alcun documento riguardante la revoca della precedente delibera e la restituzione delle somme già assegnate?
Si è trattato dunque di un madornale errore di valutazione su cui si è preferito stendere SILENZIOSAMENTE un velo pietoso per salvare la faccia? Auspichiamo di sbagliarci anche se, in qualsiasi caso, a pagare le conseguenze di una disastrosa gestione sono stati come sempre gli sfollati.
Per quest’anno è andata così…forse il prossimo Natale sarà migliore, chissà…”