Teramo 3.0, “Fratello del sindaco assunto in una cooperativa che gestisce servizi comunali”

Spetta all’associazione e Lista Civica “Teramo 3.0” intervenire sulla diatriba tra Comune di Teramo e Ruzzo Reti.

“Nel merito del Lodo arbitrale emesso in riferimento al ricorso avanzato dal Comune di Teramo per ottenere la dichiarazione di illegittimità della deliberazione assembleare del Ruzzo di nomina del penultimo CdA, occorre premettere che la vittoria giudiziale sia stata inequivocabilmente del Ruzzo, ragione per la quale è vergognoso che il sindaco di Teramo si arrampichi sugli specchi per difendere le sue presunte ragioni. Non esistono interpretazioni della decisione del Collegio arbitrale, bensì il solo dato fattuale: ha avuto torto il sindaco che ha proposto ricorso ed ha avuto ragione la società acquedottistica che ha difeso le ragioni della propria assemblea dei soci, formata da 36 sindaci del teramano”.

E ancora: “Ciò che però ci inquieta sono due questioni molto rilevanti, sulle quali ci saranno altri strascichi giudiziari: le parole del sindaco D’Alberto da un lato e quelle del Presidente regionale del PD dall’altro. Il sindaco di Teramo, nella seduta del Consiglio comunale del 30 giugno scorso, ha testualmente pronunciato al microfono le seguenti parole: “lo sanno tutti come vengono effettuate le assunzioni al Ruzzo”. A corredo di ciò, sin da quando è divenuto sindaco due anni or sono, Gianguido D’Alberto continua a ripetere ad ogni intervista il seguente mantra: ‘le istituzioni devono essere al servizio dei cittadini e non della politica, come accaduto troppo spesso nel passato’. Da tali parole il cittadino comune apprende come Gianguido invochi un cambiamento da un sistema clientelare, laddove si facevano gli interessi di pochi, ad un sistema sano dove invece si dovrebbero fare gli interessi di tutti. A questo proposito chiediamo pubblicamente al sindaco di spiegare non a noi, ma alla cittadinanza, come mai – successivamente al 26 febbraio 2019, quando furono affidati dal Comune di Teramo taluni servizi pubblici alla Cooperativa Nuovi Orizzonti – solo 33 giorni dopo, la medesima Cooperativa sembrerebbe abbia proceduto ad assumere a tempo determinato il fratello del sindaco di Teramo. Dopo altri 90 giorni, a luglio 2019, sembrerebbe che la medesima Cooperativa abbia stabilizzato il contratto di lavoro del fratello del sindaco, trasformandolo in contratto a tempo indeterminato. Sono accuse infamanti che metterebbero Gianguido allo stesso livello dell’ex sindaco Brucchi, la cui moglie fu assunta in costanza di carica pubblica comunale del marito, nella società partecipata Te.Am. S.p.A”.

Teramo 3.0 sostiene che “chiediamo pubblicamente a Gianguido, se può, di smentire tali dicerie comunicando formalmente che tale assunzione di suo fratello non sia mai avvenuta, tantomeno in costanza della sua carica da sindaco, all’interno di una Cooperativa che svolge servizi affidati dal Comune di Teramo appena 33 giorni prima della presunta data di assunzione. Se al contrario non verrà fornita ufficiale smentita, i cittadini sapranno quanto sia ipocrita e mistificatore un sindaco capace di predicare bene e di razzolare male”.

La Civica prosegue poi con riferimento alle parole del Presidente regionale del PD, Manola Di Pasquale, “ha nel suo DNA politico la radicale nullità della propria nomina alla presidenza dell’IZS dal 2015 al 2019. Inoltre, è veramente da svergognati accusare dell’aumento delle spese di lavoro interinale il Ruzzo, quando proprio all’IZS sotto la sua presidenza sono aumentati gli interinali a 158 unità (e ci chiediamo: con criteri di selezione vicini oppure lontani dal merito?). Per non parlare delle numerose consulenze e degli incarichi affidati dall’Istituto Zooprofilattico proprio negli ultimi anni. E fra tali incarichi risultano pure quelli legali affidati al consigliere comunale Massimo Speca che è segretario comunale del PD, tanto per citare un nome della scuderia politica di Manola. E sorvoliamo sulla scandalosa svendita della Camera di Commercio di Teramo, ceduta volontariamente a L’Aquila, operazione vergognosa voluta ed ottenuta dal presidente della Camera Gloriano Lanciotti, candidato consigliere regionale del PD nel 2014 e autorevole dirigente del partito di Manola. Anche nel caso dell’avvocato Di Pasquale, i cittadini sapranno quanto sia ipocrita e mistificatrice una presidente regionale di partito capace di predicare bene e di razzolare male”.