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Prezzo del latte, Area Blu “bacchetta” il Consiglio regionale: problema dimenticato

Ultimo Aggiornamento: domenica, 16 Gennaio 2022 @ 10:58

Teramo. Il consiglio regionale non ha affrontato la questione legata al settore caseario e lattiero abruzzese.

A riproporre la problematica è l’associazione politico-culturale Area Blu (Carlo Simone, Domenico Di Matteo e Alessandro Casmirri), composta da decine di amministratori locali della provincia di Teramo, che aveva presentato una proposta che punta a dare un contributo economico alle aziende che producono latte in Abruzzo al fine di garantire un giusto guadagno economico a chi opera in questo importante settore, che permetta di mantenere il comparto in piedi e di non far perdere decine e decine di posti di lavoro.

Lo scorso primo aprile, il direttivo di Area Blu aveva avuto un incontro istituzionale, con tutti i gruppi consiliari, e con il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e del vice Roberto Santangelo, avanzando una proposta a sostegno del settore, incassando anche il placet affinchè la stessa fosse portata in discussione all’Emiciclo.

Prezzi del latte. In tale segmento produttivo la produzione del latte e di tutti i prodotti caseari derivanti dalla propria lavorazione rappresenta, per l’appunto diversi punti del Pil interno e pertanto è una vera e propria colonna portante nell’economia abruzzese. Purtroppo, durante la recente pandemia, il settore ha dovuto far fronte ad una sensibile contrazione nella produzione a cui ha fatto seguito anche un calo dei prezzi del latte fino a 3 centesimi al litro, oltre al fatto che i costi dell’energia elettrica e dei carburanti sono e stanno aumentando in maniera considerevole.

L’ARA (Associazione Allevatori della Regione Abruzzo) ha da tempo sollevato il problema lanciando un grido d’allarme a tutte le istituzioni prima che la situazione precipiti. AreaBlu, confrontatosi con alcuni allevatori ed esponenti del settore, si è fatto carico di questa esigenza e ha sentito la necessità di sottoporre alle autorità regionali questo problema, con l’obiettivo di dare risposte ad un comparto tanto importante quanto in sofferenza.

Per rendere sostenibile questa importante filiera è necessario che il prezzo del latte non scenda sotto la soglia dei 42/45 centesimi al litro. Per questo è necessario che il cosiddetto differenziale economico tra questa cifra e l’attuale prezzo del latte, che è intorno ai 36 centesimi, sia coperto da risorse pubbliche con un duplice obiettivo”, si legge in un nota. “Garantire la sopravvivenza del comparto  e tutelare il prodotto autoctono dalla concorrenza sleale proveniente soprattutto dai vari paesi che fanno arrivare il prodotto in Italia, ad un prezzo molto basso, di dubbia qualità in favore di quella abruzzese di migliore qualità e sicuramente controllato, quindi la tutela del prodotto abruzzese si fa anche con aiuti economici, che consentono di mantenere il prezzo sul mercato e favorirne il consumo in maniera adeguata”.

Direttivo di Area Blu che in una fase successiva ha avuto, a Teramo, un incontro con il consigliere regionale Emiliano Di Matteo, presidente della commissione agricoltura, al quale era stata sollecitata la proposta presentata in Regione. Dall’incontro era scaturita una richiesta di ulteriori informazioni relativamente alla quantità di capi nella provincia di Teramo, prontamente esaudita dal movimento, e dalle quali si deduce che nella provincia risultano circa tremila bovini produttori di latte con circa 9.000 litri di produzione cadauno annui.

 

“L’intero direttivo di Area Blu”, si legge ancora. “a più di un anno distanza dall’aver sollevato il problema, stigmatizza con tutta la sua forza e critica la totale inerzia dell’ente Regione che non è stata in grado di dare risposta all’intero settore caseario e lattiero, che continua a soffrire da un punto di vista economico ed aziendale. L’associazione si è messa a disposizione immediatamente per dare supporto alla struttura degli uffici ma deve prendere atto del totale lassismo sia politico che amministrativo, per la soluzione del problema, da parte del consiglio regionale tutto, dimostratosi totalmente inerte rispetto alle richieste avanzate dagli allevatori”.

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