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Elezioni, a Roseto vince M5S ma boom Lega. PD: ‘noi abbiamo retto, opposizione no’

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 5 Marzo 2018 @ 15:08

Roseto a 5 stelle: è questo l’esito delle elezioni politiche del 4 marzo nella seconda città della provincia teramana.

 

Il Movimento ha superato quota 40% sia alla Camera sia al Senato forte del traino anche della candidata locale, Valentina Corneli. Un risultato straordinario in virtù anche dei problemi che il M5S aveva avuto nelle precedenti elezioni comunali, quando non riusciranno a presentare il simbolo.

Seconda piazza per il centrodestra, guidato da una Lega che si attesta intorno al 13%, anche se l’effetto Sottanelli non ha permesso di recuperare molto al Senato.

Centrosinistra al 15% con i voti al proporzionale quasi tutti al Partito Democratico che afferma di aver retto a differenza delle opposizioni in consiglio comunale. Sprofonda LeU, rappresentata dalla consigliera Rosaria Ciancaione, con il 3,7% alla Camera e il 2,5% al Senato.

“Il day after della tornata elettorale delle politiche ci ha restituito l’immagine di un grande successo delle formazioni che hanno giocato la loro partita sulla spinta del sentimento dell’antipolitica”.

E’ il commento del Partito democratico di Roseto che “pur ridimensionato, e nonostante l’assenza di un candidato locale, messo fuori gioco dall’improvvida scelta della segreteria regionale, che ci ha lasciato senza un punto di riferimento, è riuscito a reggere il fronte e a restare la seconda forza del Comune di Roseto.  Questo ci consegna una grande responsabilità e ci affida il compito di costruire un argine contro la deriva populista nazionale che percorre tutta l’Italia. Continueremo ad amministrare con passione per mantenere l’impegno preso con i nostri elettori”.

“A Roseto – continua – nonostante appunto l’assenza di un candidato forte ed espressione del territorio che nelle ultime tornate elettorali ha portato a grandi risultati, il nostro partito ha retto la forza d’urto devastante. Nelle 24 sezioni rosetane il Pd ha ottenuto 2.043 voti alla Camera (escludendo le liste collegate), e 1.798 al Senato (sempre senza le liste collegate). Nonostante l’alleanza e il tentativo di delegittimazione operato da tutte le forze politiche di opposizione presenti in consiglio comunale, dunque, il Pd ha ottenuto un risultato in linea sia con il voto provinciale che con quello regionale. Le opposizioni in consiglio comunale, che hanno dichiarato durante la campagna elettorale di essere in grado di spostare pacchetti di migliaia di voti, hanno fatto convergere i propri consensi su un candidato che ha ottenuto solo l’8,70 per cento, con poco più di mille voti. Il voto alle politiche (che comunque rimane cosa ben diversa da quello alle amministrative) assegna al Pd ancora il primato tra i partiti rappresentati in consiglio comunale, pur nella generale caduta di consensi. Forza Italia, infatti, viaggia intorno all’11 per cento sia al Senato che alla Camera, mentre Noi con l’Italia ha raggiunto l’8,70 per cento al Senato e il 4,33 alla Camera”.

 

“Le sconfitte sono salutari se servono a imprimere un forte impulso a migliorare l’impegno politico. Da oggi, dunque, tutto il Partito democratico di Roseto è concentrato a recuperare il consenso degli elettori, e a costruire una coalizione più salda in vista dei prossimi appuntamenti con le urne”, conclude il PD.

 

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