Per l’ospedale di Atri servono idee nuove e realizzabili: il documento di Abruzzo Civico

Atri. Il consigliere comunale di Abruzzo Civico Atri, Paolo Basilico, nella giornata di ieri ha protocollato un documento che verrà presentato oggi nel corso del consiglio comunale al quale Basilico ha annunciato di non partecipare. Il documento è relativo al punto all’ordine del giorno sull’ospedale San Liberatore.

“Non essendo mai stato invitato, pur rappresentando un gruppo in consiglio comunale, ai lavori della Commissione, per espressa volontà del Sindaco, che non ha ritenuto opportuna e forse degna la mia presenza, non rinuncio, come non l’ho fatto in passato, al diritto di partecipare con le mie riflessioni e i miei contributi”, esordisce il consigliere Basilico. “Non sono meravigliato dal comportamento del nostro primo cittadino, visto che per lui la collegialità è inusuale, anche se dovrebbe ben ricordare che quando è stato in difficoltà il sottoscritto non gli ha negato ospitalità. Sulla Sanità, in cui si affrontano argomenti complessi e delicati, tutti devono poter contribuire a dare non solo il sostegno, ma anche suggerimenti e idee concrete. Non basta solo la politica, occorre una visione aperta con chi ha la responsabilità della Sanità ai massimi livelli, ma è necessario anche un forte coinvolgimento di quelle componenti che dentro il nostro nosocomio lavorano con impegno e professionalità, come i medici, gli operatori sanitari tutti e le organizzazioni sindacali”.

“Purtroppo questo è mancato, e se penso che Atri abbia sempre dovuto lottare con le varie compagini governative che negli ultimi 15 anni si sono succedute in Regione, forse è arrivato il momento di cambiare strategia ed essere ancora più preparati a portare idee nuove e realizzabili. Forse a qualcuno dei presenti consiglieri sfuggono le tante battaglie combattute per evitare un drastico ridimensionamento del nostro Ospedale (l’occupazione dello stesso Presidio; i consigli comunali tenutisi davanti l’ingresso dell’Ospedale; la nascita di comitati con migliaia di firme raccolte; ricorsi al Tar per opporsi alla soppressione dei reparti; occupazione degli scranni del Consiglio Comunale per discutere del nostro Ospedale; riunioni con i vertici ASL in presenza di tutti i rappresentanti politici, sindacati e Sindaci del comprensorio, ecc..). Ma grazie a queste iniziative, e, soprattutto, grazie alla grande professionalità degli operatori sanitari tanto è rimasto. Va comunque ricordato che le responsabilità di chiusure o ridimensionamenti sono da attribuire a chi ha governato: ricordo la chiusura del Punto Nascita; la chiusura del reparto di Psichiatria; il ridimensionamento della Gastroenterologia; della Pediatria; della terapia intensiva Cardiologica; la Medicina Nucleare; le promesse mai mantenute, da lunghi anni, di una Risonanza Magnetica, o se vi ricordate del Litotritore; oppure vogliamo parlare della strumentazione obsoleta nella diagnostica, grave carenze di Medici e Operatori Sanitari, fra tutti i medici di Anestesia. Una vera Caporetto”.

Al San Liberatore il progetto della Fondazione FOGI. “Non entro nel merito del documento”, prosegue il consigliere di Abruzzo Civico Atri, “visto che la mia presenza in commissione è stata negata dal Sindaco, ma come è mio costume, avendo ricoperto responsabilità amministrative in un momento in cui Atri contava politicamente, voglio comunque dare un contributo, sperando che questa volta finalmente apriate gli occhi, perché vi è ancora una grande possibilità di creare nel nostro nosocomio il progetto della Fondazione FOGI, cioè la istituzione di un grosso Dipartimento Oncologico, medico e chirurgico unico in Regione Abruzzo, con la implementazione di un Team interdisciplinare di Anatomia Patologica, Chirurgica, Gastroenterologica, Oncologica e Radiologica attraverso un ponte scientifico e interscambi con l’Università di Padova, l’Istituto Humanitas e l’Ospedale Niguarda di Milano per la ricerca, la prevenzione e l’aggiornamento di tutte le patologie neoplastiche gestita dalla Fondazione FOGI. Questo progetto è finalizzato a ridurre non solo le liste di attesa, ma soprattutto quella mobilità passiva che pesa come un macigno per le casse regionali. Eviterebbe anche lunghi e disagevoli viaggi della speranza ai poveri pazienti e ai loro familiari, specialmente in questi periodi di grande difficoltà per ogni cittadino. Questa è ancora una concreta e importantissima opportunità per il nostro Ospedale, non bisogna perderla. Occorre che ci si attivi immediatamente, tenuto conto che in questo periodo è ancora più necessario creare strutture specialistiche finanziate interamente da privati, ma con la partecipazione di strutture pubbliche all’avanguardia”.

“Per quello che posso, sperando che vi sia una volontà univoca, sarò a fianco di chi crede in ciò. Bisogna solo volerlo. Come già precedentemente detto, e visto che sono stato tenuto all’oscuro di tutto, non parteciperò al Consiglio Comunale. Questo mio documento, per le ragioni prima esposte, lo lascio a questa assise civica, chiedendo espressamente al Presidente del Consiglio di darne lettura, con invito che lo stesso venga inserito tra gli atti da allegare alla delibera di Consiglio”.