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Giovani Pd e Adesso Mosciano, una scelta per il Cirsu: fallimento o nuovo piano industriale

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 18:59

discarica_grascianoNotaresco. “La situazione del Cirsu è arrivata ad un punto di non ritorno. Speriamo che tutte le forze politiche nei consigli comunali sappiano assumersi le loro responsabilità per non buttare a mare un patrimonio pubblico così importante”. E’ questo il sunto della presa di posizione congiunta da parte dei responsabili dei Giovani Democratici di Mosciano Sant’Angelo, Giulianova e Roseto Mirko Rossi, Gian Luigi Core e Simone Aloisi, del portavoce dell’associazione “Adesso Mosciano” Marcello Ruffini e dei consiglieri comunali del Partito Democratico di Roseto degli Abruzzi e di Giulianova Raffaella D’Elpidio, Fabrice Ruffini e Andrea Cicioni.

“Anni di gestione bipartisan possono essere giudicati oggi fallimentari alla luce dei risultati conseguiti. Ora si impongono delle scelte: far fallire il Cirsu con tutte le conseguenze del caso, soprattutto economiche, per i comuni consorziati, i quali solo un anno e mezzo fa decisero di ricapitalizzare l’azienda; oppure tentare il salvataggio con un nuovo piano industriale comprendente la creazione di una new company sana che vada a saldare i debiti del vecchio Cirsu. Sono finiti, fortunatamente, gli anni in cui il consorzio, e conseguentemente Sogesa, poteva essere una vera e propria fabbrica di posti di lavoro in barba ad ogni concetto di sostenibilità economica, funzionale quasi sempre solo a fini elettorali. Oggi è il momento di scegliere la strada del risanamento con una gestione attenta ed oculata. La via scelta, consistente nella creazione di una newCo che abbia in proprietà il polo tecnologico di Grasciano e gli introiti derivanti dalla discarica di Grasciano 2, può essere quella giusta, soprattutto in un’ottica di salvaguardia dei livelli occupazionali. Speriamo che già con la nomina del nuovo consiglio di amministrazione tutta la politica locale, di destra e di sinistra, saprà seguire una logica meritocratica, così come è stato fatto per l’attuale Cda ora in scadenza. Abbiamo bisogno di competenze professionali capaci di rilanciare un patrimonio pubblico che possa finalmente fare massa critica per arginare la sempre maggiore concentrazione dei rifiuti abruzzesi nelle mani di pochi. Vogliamo riporre fiducia nel senso di responsabilità della politica locale di fronte ad una situazione così grave, e fondamentale sarà il piano industriale dettagliato che il Cda di Cirsu andrà a redigere dopo l’approvazione della proposta di salvataggio da parte dei sei consigli comunali”.

-- FINE ART -

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