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Giulianova: il Festival “La Rocca barocca” giunge al termine con il gran finale firmato Angelo Smimmo

Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 29 Agosto 2018 @ 16:35

Giunge al termine la VII edizione del Festival musicale “La Rocca barocca”, nato da un’idea di un gruppo di professionisti e artisti dell’associazione “Accademia Acquaviva” con il contributo della Città di Giulianova e dell’Assessorato alla Cultura.

Il gran finale si terrà domani, giovedì 30 agosto, alle ore 20, quando la corte interna dell’Ex Confettificio “Orsini”, architettura industriale a metà tra il Lido e il centro storico, simbolo della Città nei primi decenni del Novecento, ospiterà, grazie alla collaborazione e al sostegno di Attilio D’Eugenio, “ V – Viaggio barocco tra Napoli e Venezia”.

Da un’idea del regista e coreografo di fama internazionale Angelo Smimmo, lo spettacolo nasce dalla volontà di creare un ponte tra Venezia e Napoli nel segno di un Barocco che unisce due realtà, ancora oggi, così diverse eppure così vicine. Tema della serata sarà il Viaggio nelle sue varie accezioni: il viaggio dei sogni, il viaggio della speranza, il viaggio del corpo, il viaggio dell’anima. Quel viaggio che unirà, attraverso le musiche di autori come Vivaldi e Vinci, la nostra modernità a quel barocco lontano, ma così vicino.

Gli interpreti saranno: Manuela Formichella e Giorgia Cinciripi (soprani), Luciano Di Pasquale e Gianluca Margheri (bassi), Fernando Montaño (solista del Royal Ballet di Londra); gli artisti saranno accompagnati dall’Accademia Acquaviva Ensemble diretta dal M° Piergiorgio Del Nunzio.

“Abbiamo voluto in questo progetto – dichiara Angelo Smimmo – raccontare la coesistenza di due generi musicali che dialogano senza soluzione di continuità, in una felice alternanza di melodie, danze e arie. Oggi, così come all’epoca, le coppie di cantanti intrecciano le loro storie e le loro voci, cantando di grandi amori e buffi tradimenti, di atti eroici e di gesti quotidiani. L’ amore è il tema ricorrente: l’amore per l’altro, l’amore per il nuovo. Il tradimento. Il traghettatore in questi intrecci e’ Abdul, un personaggio un po’ Ariel, un po’ Caronte, dal profumo esotico, ingenuo, metafisico e reale al contempo, che seduce e ci accompagna in un viaggio senza tempo. Il viaggio della speranza per alcuni e dei sogni per altri; il viaggio del corpo e dell’anima; il viaggio di sempre ed il viaggio di tutti. Abdul – conclude il regista – è il desiderio e la tempesta, è il salvatore. E’ la possibilità che la vita offre ad ognuno di noi e la terra desiderata ed usurpata ma che ancora accoglie con il sorriso”.

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