Teramo, democrazia partecipativa: le perplessità del comitato di quartiere Villa Pavone

Teramo. Il Comitato di Quartiere di Villa Pavone esprime non poche perplessità dopo l’incontro sul tema “Democrazia Partecipativa”, svoltosi sabato scorso al parco della scienza.

“Innanzitutto per i modi in cui si è svolto il dibattito”, esordisce il Comitato in una nota. “Tanti dissensi, poche e poco chiare risposte; alcuni rappresentanti dell’Amministrazione, sia tra quelli presenti in platea che al banco dei relatori sono apparsi ai nostri occhi inopportuni e fuori luogo, scatenando una polemica politica che, pur comprendendone le ragioni, forse doveva essere dibattuta in Consiglio piuttosto che in un incontro pubblico con la cittadinanza rappresentativa di Comitati e Associazioni. L’Assessore di riferimento di fatto non ha risposto a nessuna delle obiezioni poste dai partecipanti e non abbiamo avuto neppure la possibilità di interloquire con il Sindaco che ha dovuto abbandonare la seduta a causa di un altro impegno; la sua presenza sarebbe stata determinante vista l’importanza del tema”.

“E poi per i contenuti. In sostanza abbiamo preso atto di quello che il Comune aveva già deciso di fare, tanto che, lo ribadiamo, alle tantissime obiezioni e tentativi di suggerimenti, è seguita una sola risposta cumulativa, alla fine di una lunga carrellata di interventi, da parte dell’Assessore alla cultura perlopiù dedicata a sottolineare il comportamento di alcuni consiglieri presenti. Insomma, una situazione davvero spiacevole”.

“Noi siamo favorevoli alla presenza di regole e al loro rispetto, ma crediamo che debbano essere poche, certe e di facile comprensione. Siamo, invece, totalmente contrari all’accorpamento dei Comitati facendoli convogliare in macro aree prestabilite e coincidenti con i seggi elettorali. Ci sono realtà territoriali che hanno storie e caratteristiche completamente diverse tra loro e che mai potrebbero coesistere sotto forma di Comitato in una comunione di intenti. Credo che questo regolamento così concepito, rischi di scoraggiare la partecipazione e la volontà di collaborare con l’Amministrazione comunale. Se il problema è la gestione delle tante istanze che arrivano da ogni parte del territorio comunale, alle quali va data tutta l’attenzione che meritano, il Comune deve trovare la soluzione nel suo interno, lasciando intatte le realtà associative e i Comitati già esistenti”