Sant’Omero, risonanza magnetica, lungodegenti e spazi per la vestizione: le questioni da risolvere

Sant’Omero. Dalla nuova risonanza magnetica della quale si sono perse le tracce, dall’attivazione dei 13 posti letto per i lungodegenti alla necessità di garantire maggiore sicurezza, per gli operatori sanitari, negli spazi dedicati alla vestizione.

 

Sono alcuni degli aspetti che connotano, in questa fase, l’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero e che offrono lo spunto per una sollecitazione alla politica da una parte (su alcune promesse che stentano ancora a concretizzarsi) e alla dirigenza della Asl sulla necessità di prestare attenzione su alcune questioni. Situazioni che vengono portate in superficie da Domenico Di Matteo, presidente del Comitato Civico Val Vibrata Monti della Laga. “Serve maggiore attenzione per il Val Vibrata, “ e mi chiedo che fine abbiano fatto la nuova risonanza magnetica e i posti letto per i lungodegenti”, si interroga Di Matteo.

 

“Obiettivi fissati ma che ancora stentano a concretizzarsi e che sono importanti per ridurre le liste di attesa e arginare la mobilità passiva. Una sollecitazione, questa che arriva, dal territorio della Val Vibrata che mi auguro possa a breve concretizzarsi”.

Ma nella struttura ospedaliera, soprattutto in epoca covid, si convive con un disagio che riguarda il locale dedicato alla vestizione femminile che appare decisamente angusto e che mal si concilia con il rispetto di una serie di elementi legati all’emergenza sanitaria. “Le foto sono emblematiche”, prosegue Di Matteo, “ ed evidenziano un disagio che vivono gli operatori sanitari, costretti nello spogliatoio a spazi dove manca la distanza di sicurezza.

 

Il personale medico, infermieristico e sanitario del Val Vibrata svolge un’opera meritoria, con grande professionalità ed è necessario che sia tutelato a maggior ragione in questo periodo critico”. Il presidente del comitato civico segnala anche la necessità di un maggior controllo anche negli ingressi secondari, non sempre dotati di dispositivi per la sanificazione e di misuratori della temperatura funzionanti. “Faccio appello al senso di responsabilità del direttore generale Maurizio Di Giosia”, chiude Di Matteo, “ sulla capacità di intervenire e risolvere questa situazione, trovando soluzioni utili per accrescere la sicurezza sanitaria”.