Nereto, piattaforma dei rifiuti: la Wash ricorre al Tar e chiede il risarcimento al Comune

Nereto. La Wash Italia ricorre al Tar contro il diniego, da parte della Regione, di autorizzare la realizzazione della piattaforma di rifiuti liquidi non pericolosi.

 

Ma non solo: la società chiede anche il risarcimento, al Comune di Nereto, del danno subito nella misura di 200mila euro, palesando presunte irregolarità dell’Ente nell’attestare il vincolo paesaggistico nell’area dove era previsto l’impianto.

 

In ogni caso, la Wash Italia ha impugnato dinanzi al tribunale amministrativo gli atti con i quali il comitato VIA ha negato il placet per realizzare il depuratore contestato.

 

La giunta comunale di Nereto ha già dato mandato ad un legale di costituirsi nel giudizio, nel quale figurano ovviamente anche la Regione, la Provincia e la Soprintendenza.

 

Ulteriori dettagli sulla vicenda sono stati forniti dal sindaco Daniele Laurenzi.

 

 

“Nel ricorso è singolare che la Wash Italia”, sottolinea Laurenzi, “senza tanti giri di parole, che fino a un certo punto, niente e nessuno sembrava frapporsi al completamento dell’iter autorizzativo.

 

Sempre nel ricorso la Wash scrive: “però il Comune di Nereto, sino a tal momento estremamente collaborativo, ha assunto una posizione inspiegabilmente ostativa ed ha iniziato a porre questioni di competenza di altre amministrazioni, generando ostacoli al procedimento amministrativo, riuscendo a condizionare l’esito della fase finale dello stesso.

 

 

“Tali affermazioni”, prosegue Laurenzi, “confermano che qualcuno ha avuto una concezione distorta dei rapporti con la pubblica amministrazione fondata sulla “collaborazione” personalmente invece ritengo ciò che ho sempre esternato dall’inizio di questa vicenda e per la precisione da quando ne sono venuto a conoscenza: se una cosa è legittima si deve fare altrimenti no”.

 

Da parte del sindaco di Nereto viene ribadito un ulteriore concetto:” la società è giusto che faccia i propri interessi, ma non è lecito utilizzare termini quali sviamento, avversione, condizionare e più di ogni altra cosa il Sindaco, l’amministrazione comunale, consulenti, tecnici e comitati, non prendiamo lezioni di trasparenza amministrativa dalla Wash Italia o da chicchessia.

 

Nel ricorso i legali della Wash Italia Spa hanno omesso molti aspetti e sorvolato determinati e determinanti documenti riesumati e depositati dal Comune di Nereto e più precisamente dall’attuale amministrazione e dall’attuale ufficio tecnico.

 

Innanzitutto nel ricorso non è citato il parere negativo al rilascio dell’AIA nell’ambito del PAUR del Servizio Gestione Rifiuti, alla luce del parere negativo espresso dalla Soprintendenza e in relazione alla intervenuta documentazione fornita dal Comune di Nereto in merito al criterio localizzativo “centro abitato”.

 

Nella sua presa di posizione, che poi sarà alla base della costituzione del giudizio, Laurenzi ricorda una serie di passaggi sulla vicenda.