Nereto, espropri zona artigianale: il Comune riconosce il primo debito

Nereto. E’ il primo debito, di una lista che potrebbe essere lunga, che riguarda le assegnazioni dei lotti nella zona produttiva di Nereto.

 

Una vicenda decisamente intricata, che risale agli inizi del nuovo secolo, e che solo ora sta iniziando a produrre degli effetti negativi per le casse comunali.

Nell’ultima seduta consiliare dell’anno, l’assise civica ha riconosciuto un debito fuori bilancio di poco più di 58mila euro, che poi è l’effetto di una sentenza per un contenzioso intentato dalla Proel per l’assegnazione di un lotto, nella nuova zona produttiva, negli anni tra il 2002 e il 2005. Si tratta di un debito (riconosciuto in sede di consiglio dal gruppo di maggioranza e dal consigliere Masi), il primo, di una serie di potenziali contenziosi sul tema, che espone il Comune per qualche milione di euro.

La vicenda. Il Comune, nel 2005, disponeva l’assegnazione dello stesso lotto ad un’altra società e siglava una convenzione dichiarandosi possessore dello stesso terreno edificabile dopo l’esproprio. La società corrispondeva quindi al Comune le spettanze economiche e al Consorzio Nucleo Industriale i relativi oneri di urbanizzazione, sennonché da successivi controlli, l’area assegnata non risultava essere interamente di proprietà della muncipalità

Il Comune resosi conto dell’errore nel 2010 predisponeva una nuova convenzione urbanistica sostitutiva di quella del 2005 (sciolta per mutuo consenso tra Comune e PROEL) restringendo l’area ma senza restituire i soldi alla nuova società.

Il monito del revisore dei conti.  Il professionista richiama di prestare particolare attenzione alla comunicazione fatta all’avvocato del Comune, in data 25/11/2020 dall’Avvocato della PROEL Spa, che richiedendo la somma relativa al presente riconoscimento del debito, dichiara: “la società mia assistita non intende rinunciare alla domanda di condanna dell’ente al pagamento della somma di euro 198.510,79 che il giudice amministrativo ha ritenuto appartenere alla cognizione del giudice ordinario e riserva sul punto ogni tutela” evidenziando il persistere di un contenzioso non estinto che potrà generare altri oneri e che dovrà essere oggetto di valutazione della possibilità di soccombenza al fine della previsione della congrua spesa nel futuro bilancio”.

 

“Non vi è alcun dubbio che in quegli anni vi è stato un preciso indirizzo politico, che possiamo condividere o meno, il via a varianti urbanistiche, un nuovo assetto del territorio e quello che ne è conseguito, questo ormai non conta più, sicuramente però è mancato il controllo da parte della stessa politica che ha deciso questo nuovo assetto territoriale”, commenta il sindaco Daniele Laurenzi.

Alcuni terreni furono espropriati in modo “sui generis” senza neanche depositare a garanzia le somme necessarie presso Cassa Depositi e Prestiti e addirittura tutt’ora alcuni proprietari terrieri non sono stati ancora pagati, inoltre gli stessi terreni furono poi assegnati ad altri privati che nel frattempo ne avevano fatto richiesta e furono pagati dagli assegnatari che però non furono messi nelle condizioni di possederli.

Addirittura alcuni proprietari dei terreni oggetto di siffatte procedere espropriative, su proposta del Comune furono invitati a sottoscrivere degli accordi bonari al fine di velocizzare l’iter espropriativo, nonostante ciò ad oggi non risultano essere stati pagati e potrei continuare con tanto altro, citando anche il ruolo del Consorzio Nucleo Industriale, che in accordo con il Comune, realizzò milioni di euro di opere incamerando gli oneri di urbanizzazione versati  dagli assegnatari dei lotti direttamente al Consorzio”.