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Martinsicuro, i lavoratori della Morgan Carbon si tassano per pagare i tamponi. L’iniziativa

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 28 Ottobre 2021 @ 13:08

Martinsicuro. Una sottoscrizione su base volontaria, di 5 euro al mese, come sostegno alle spese sostenute per i tamponi utili all’ottenimento del green pass sul luogo di lavoro.

 

La proposta arriva dalla RSU della Morgan Carbon di Martinsicuro, la multinazionale inglese del settore chimico che produce anelli di protezione per pompe e serbatoi dell’acqua, di fronte alla “chiusura” dell’azienda sul tema dei tamponi.

“Riteniamo che questo sia un autentico segnale di solidarietà, in controtendenza con tutte le tensioni e le pulsioni a cui stiamo assistendo”, si legge in una nota della Rsu dell’azienda di Martinsicuro.

 

La vicenda. La RSU aveva, in precedenza, già raggiunto un accordo con l’azienda per quanto concerne il lavoro straordinario e sulla stabilizzazione d 5 lavoratori somministrati (3 subito e altri 2 entro gennaio 2022) e su un diritto di precedenza concreto sulle nuove assunzioni nella stabilimento di Martinsicuro. Le stesse rappresentanze sindacali hanno anche ripreso il confronto sul green pass e sul tampone gratuito per i lavoratori.

L’ufficio personale ha comunicato alla RSU la decisione dell’azienda di non voler procedere a un incontro, né tantomeno di pervenire ad un accordo che affrontasse le problematiche dell’introduzione del green pass nel luogo di lavoro, giustificando la decisione che l’azienda è favorevole alla vaccinazione.

”La RSU, ribadisce che il problema non è la vaccinazione ma il green pass”, si legge nella nota della RSU.

”Considerando che la Morgan Carbon e il resto delle altre aziende associate a Confindustria sono d’accordo per la vaccinazione, ci chiediamo il perché non abbiano chiesto l’obbligo vaccinale per legge, cosi come hanno fatto i sindacati confederali.

Per mesi invece la Confindustria, attraverso il suo quotidiano “Il Sole 24 Ore”, ha insistito per l’introduzione del green pass nei luoghi di lavoro.

Riteniamo che il green pass sia uno strumento divisivo tra i lavoratori e nulla esclude che questo sia lo scopo, probabilmente come un mezzo di “distrazione di massa”, per sviare l’attenzione dall’aumento dei prezzi, dal ritorno al regime pensionistico della Fornero e chissà quant’altro ancora.

Pur non condividendo la scelta di quella parte di lavoratori che, per svariati motivi, hanno optato per il tampone per ottenere il green pass, riteniamo che il costo dello stesso venga inserito fra i costi dei dispositivi di protezione (d.lgs 81/2008).

La RSU della Morgan Carbon è contro ogni strumento di divisione tra i lavoratori ed ha una grande tradizione fatta di lotte e di solidarietà, valori che già i lavoratori/trici dell’allora EBN e poi della Morgan Carbon hanno sempre espresso.

Proprio così, la solidarietà, un concetto difficile da capire, per chi ha una visione esclusivamente mercantile dell’azienda e delle persone”.

 

 

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