Martinsicuro, i dettagli dell’operazione Stige: botte ai pusher che non eseguivano gli ordini VIDEO

Quasi un anno di indagini, da marzo 2017 a gennaio 2018, per sgominare un’associazione radicata nel territorio della Vibrata (con tappe anche nell’entroterra) dedita, secondo la squadra mobile di Teramo, allo spaccio di cocaina e marijuana.

L’operazione Stigediretta dalla DDA dell’Aquila con fascicolo a firma del pm Fabio Picuti, ha portato nelle scorse ore la polizia teramana a trasferire in carcere quattro cittadini albanesi per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Altri tre albanesi destinatari della misura cautelare del carcere emessa dal tribunale del Riesame dell’Aquila, non sono stati al momento rintracciati, mentre si trova agli arresti domiciliari l’unico italiano coinvolto nell’operazione della squadra mobile (degli arrestati non sono state diffuse le generalità).

Sotto la direzione del vice questore aggiunto Roberta Cicchetti, gli agenti hanno ricostruito come un 36enne albanese fosse praticamente al vertice del presunto sodalizio criminale: dava ordini sulle cessioni di droga, decideva come disporre dei proventi e non si faceva problemi ad usare le mani sui pusher dell’associazione che non seguivano le sue direttive. Uno di loro, infatti, è stato picchiato secondo la mobile per la cessione a credito di droga.

Accanto al vertice dell’associazione, c’erano nelle vesti di stretti collaboratori due connazionali, attualmente irreperibili, che si occupavano di recuperare le sostanze stupefacenti e reimpiegavano gli incassi in operazioni immobiliari in Albania.

L’italiano 47enne, L.C. di Alba Adriatica, era il co-gestore della concessionaria di Villa Rosa di Martinsicuro, di fatto base logistica dell’associazione secondo le indagini. Con questa attività i soggetti destinatari di misura provavano a nascondere le attività illecite con un commercio che fruttava redditi minimali. Il 47enne, inoltre, avrebbe avuto il ruolo di custode dei proventi delle cessioni ed era intermediario tra domanda ed offerta di droga. Oltre a ciò, si preoccupava di cercare avvocati ai membri dell’associazione in caso di arresti o denunce.

Gli altri quattro albanesi coinvolti, di cui tre effettivamente condotti in carcere (B.M. di 27 anni, K.M. di 36 anni e I.T. di 29 anni) erano per la mobile i pusher che avevano a disposizione schede telefoniche, alloggi e vetture per l’attività di spaccio.

Gli agenti teramani hanno inoltre trovato in possesso del 29enne albanese una pistola semi automatica clandestina e 15 relative munizioni.

Lo spaccio riguardava soprattutto i comuni nord della provincia (Alba Adriatica e Villa Rosa di Martinsicuro), con clientela composta soprattutto da giovani.