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Il campo di prigionia di Tortoreto Stazione (ora Alba Adriatica) dove fu rinchiuso il vignettista Steimberg

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 27 Gennaio 2022 @ 18:04

Alba Adriatica. In quella che qualche anno più tardi diventò Alba Adriatica (all’epoca Tortoreto Stazione), nel campo di Villa Tonelli, fu rinchiuso uno degli artisti più importanti del XX secolo: il vignettista Saul Steinberg.

E la storia viene rilanciata nella Giornata della Memoria sulla pagina social Alba Protagonista.

Il racconto

Steimberg ebreo e romeno di nascita, è stato un disegnatore di grande rilievo e viene considerato uno dei più influenti dell’era moderna. L’artista tra il 1933 e il 1941, visse in Italia per frequentare la scuola di Architettura. Ma la sua vita venne stravolta per sempre nel 1938 dalle leggi razziali che, in quanto ebreo rumeno, lo costrinsero a scappare di continuo per mettersi in salvo. Venne alla fine arrestato nell’aprile del 1941 e imprigionato nel campo d’internamento abruzzese di Tortoreto. Arrivato a Tortoreto il 2 maggio, dopo l’arresto avvenuto a Milano e quattro giorni nel carcere di San Vittore, Steimberg trascorre il suo tempo disegnando, dipingendo, scrivendo e ricevendo lettere e gestendo i documenti per ottenere nuovi visti per la Spagna e il Portogallo e riconvalidare il suo visto di transito americano. L’8 giugno, verrà rilasciato dal campo di Tortoreto; i suoi compagni di prigionia organizzano una festa di partenza. Il 16 giugno vola a Lisbona via Barcellona e Madrid; il 20 giugno, sale sulla SS Excaliburper New York.

Oggi Steinberg è noto nel mondo per le sue mappe di luoghi immaginari e reali. ‘View of the World from 9th Avenue’, celebre copertina pubblicata dal New Yorker il 29 marzo 1976 resta, ancora oggi, il manifesto del suo talento e della sua creatività: l’icona che più di ogni altra identifica la sua arte. Non a caso è diventata un poster, copiato e riadattato a tante altre città del mondo. Dal critico statunitense Harold Rosenberg, a Saul Bellow, allo storico dell’arte Ernst Gombrich, a Italo Calvino, a Eugène Ionesco, a Roland Barthes, sono molti gli intellettuali che hanno scritto su e per i disegni di Steinberg, che hanno così ricevuto una consacrazione critica pari a quella dei maggiori artisti del XX secolo, unita ad un vastissimo successo di pubblico.

 

Tra le mappe una mostra proprio “Tortoreto” in un disegno fantasioso da un punto di vista geografico dove compaiono Milano, Londra, Parigi e altre città. Notevoli anche i disegni fatti a Villa Tonelli, che raffigurano il dormitorio, e l’ingresso dell’Istituto. Tra questi anche un disegno per ricordo con il disegno della Villa e i nomi degli altri prigionieri che avevano organizzato una festa. Steimberg considererà per tutta la vita un “tradimento” l’atteggiamento del Regime nei suoi confronti, anche se il periodo italiano influirà consistentemente dal punto di vista umano e artistico, sino alla sua morte avvenuta il 12 maggio 1999 a New York.

L’edifico di Villa Tonelli (in via Roma) aveva una capienza di 105 posti; vi saranno internati ebrei di varie nazionalità, in maggioranza tedesca, austriaca e polacca; fu diretto da un commissario di pubblica sicurezza.

La vicinanza con la zona costiera e la ferrovia, e la relativa libertà goduta dagli internati condusse nel maggio 1943 le autorità fasciste alla decisione di evacuare del campo in considerazione dell’accresciuta importanza militare del luogo e il timore di sabotaggi. Il trasferimento di tutti i prigionieri in altri campi fu completata ai primi di luglio. Solo l’edificio di Tortoreto Alto ritornò ad essere occupato dopo pochi giorni da una dozzina di internati italiani colpevoli di infrazioni annonarie.

Il campo fu definitivamente chiuso il 6 settembre 1943 con il trasferimento nel campo di internamento di Corropoli degli ultimi due prigionieri rimasti.

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