Giulianova, sequestrato lo chalet Arlecchino: operazione della guardia costiera

Giulianova. Sigilli allo stabilimento balneare Arlecchino a Giulianova.

 

Da questa mattina gli uomini della guardia costiera, diretti dal tenente di vascello Claudio Bernetti, sono impegnati nelle operazioni di sequestro dello chalet a ridosso del molo nord.

 

Operazione che riguarda sia la struttura che gli ombreggi. Il sequestro è stato diposto dalla Procura di Teramo sulla scorta di preseunte irregolarità.

 

La natura del sequestro. Il provvedimento, emesso dal gip del tribunale di Teramo, è stato eseguito dal nucleo di polizia ambientale della guardia costiera di Giulianova, riguarda lo stabilimento balneare nella sua interezza.

Il provvedimento di sequestro giunge a conclusione di attività ispettiva di polizia demaniale avviata precedentemente da un nucleo di controllo congiunto composto da militari della Capitaneria di porto giuliese e personale dell’Agenzia del Demanio di Pescara. Attività successivamente coordinata dalla Repubblica di Teramo.

A compimento delle prime complesse verifiche, condotte anche con l’intervento degli uffici tecnici comunali, sono emerse prime significative difformità rispetto agli ultimi titoli edilizi e demaniali marittimi rilasciati. Tra queste: la realizzazione di innovazioni edilizie in assenza di titoli autorizzativi; il cambio di destinazione d’uso di locali interni, tra cui alcuni ambienti destinati sulla carta a pronto soccorso e impiegati, invece, come dispensa e preparazione alimenti; l’aumento della superficie esterna pavimentata e la realizzazione di piattaforme esterne; e ancora, il cambio d’uso di un’area coperta e chiusa su tutti i lati,

adibita ad area ristorante; la chiusura di zone riportate come corti di servizio esterne e rese invece magazzini e bar.

 

Il tutto, in un’area che, insistendo nella zona costiera di 300 metri dalla battigia, è ulteriormente tutelata in quanto soggetta a vincolo paesaggistico.

Inoltre, e ben più rilevante, all’atto dell’ispezione demaniale, il personale operante della Guardia Costiera e Agenzia del Demanio ha accertato, di fatto, l’utilizzo dell’intera area originariamente assentita in concessione, in assenza di un titolo concessorio in regolare corso di validità, poiché scaduto e mai rinnovato e prorogato a causa, in primis, di rilievi attinenti il pagamento dei canoni demaniali marittimi dovuti.

La particolare circostanza ha portato gli inquirenti a rilevare, a carico del concessionario, l’ipotesi di reato di occupazione e innovazioni abusive su pubblico demanio marittimo, di cui agli artt. 54 e 1161 del Codice della Navigazione, relativamente all’intero ambito demaniale occupato, corrispondente complessivamente a circa 5.700 mq di area di pubblico demanio marittimo interessata.

Reati per i quali l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo dell’intero complesso balneare, reso necessario al fine di evitare la reiterazione degli stessi e l’aggravamento delle relative conseguenze.