Fiab Teramo spiega perchè le piste ciclabili sono infrastrutture prioritarie

Teramo. La Fiab Teramo, dopo che la Cgil, Cisl e Uil avrebbero chiesto di fare sintesi sui progetti di Recovery Fund cercando di non disperdere le idee, torna ad affermare la priorità delle piste ciclabili.

 

“Ci ha colpito la dichiarazione di Fabrizio Truono, della UIL”, esordisce la Fiab Teramo in una nota, “che ha rimarcato come in questo momento l’Abruzzo, e la provincia di Teramo, abbiano bisogno di infrastrutture, sottolineando che, tra queste, le piste ciclabili non sono prioritarie. Condividiamo con i sindacati la necessità di fare sintesi sui vari progetti e di non disperdere le idee, ma dissentiamo fortemente sul fatto che le infrastrutture per la ciclabilità siano un elemento non prioritario, quasi fosse un lusso che, in un momento di crisi quale quello attuale, non possiamo permetterci”.

Riportando i dati di uno studio (visionabile su https://ecf.com/groups/eu-cycling-economy) presentato da ECF-European Cyclists’ Federation, Fiab Teramo dimostra i benefici economici della mobilità ciclistica 28 paesi dell’Unione Europea. “Lo studio dimostra che i benefici della mobilità ciclistica non riguardano unicamente settori quali i trasporti o le politiche ambientali, ma coinvolgono molte altre aree in cui la UE ha competenze specifiche come, ad esempio, la politica industriale, l’occupazione, la salute e le politiche sociali. I vantaggi della mobilità ciclistica si estendono anche ad ambiti sociali come l’integrazione dei rifugiati, l’accesso alla mobilità, l’impiego, ecc”.

I dati. “Il comparto bici, in Italia, nel 2019”, analizza la nota, “ha generato un fatturato stimabile tra i 7 e i 12 miliardi. Confartigianato nel Rapporto “Artibici 2020 – Artigianato e filiera della bicicletta”, dimostra che delle 3.128 imprese del settore il 63,3 per cento (1.981) sono imprese artigiane, e danno lavoro a 7.409 addetti di cui 3.514 nell’artigianato. Il made in Italy della bicicletta vale 609 milioni di euro, di cui 231 milioni di biciclette complete e 378 milioni di componentistica. È proprio nel confronto internazionale che si delinea l’eccellenza del prodotto italiano. Nel confronto con gli altri Stati membri, l’Italia è il secondo Paese dell’Unione per valore della produzione del settore. In più, tra i dieci maggiori esportatori europei solo Portogallo e Italia registrano un saldo positivo del commercio estero (esportazioni maggiori delle importazioni). Anche in un quadro internazionale il made in Italy mantiene i suoi livelli di eccellenza: l’Italia è al quinto posto con una quota del 6,5 per cento nell’export mondiale”.

“Il turismo in bicicletta, negli ultimi anni e, soprattutto in tempo di restrizioni da Coronavirus, ha dimostrato di essere una valida alternativa ad altre forme di turismo. Basta pensare che il possesso di un’automobile media costa, tra ammortamento prezzo di acquisto, carburante, manutenzione, assicurazione, tasse, ecc., per una percorrenza di 15.000 km, da un minimo di 5.600 euro l’anno per una vettura di piccola cilindrata a 8.500 euro ed oltre per una vettura di media cilindrata (dati ACI). Se, quindi, l’Italia avesse maggiori infrastrutture per la ciclabilità, oltre ad aumentare enormemente i vantaggi, le famiglie potrebbero scegliere di non possedere una doppia automobile, ad esempio, risparmiando diverse migliaia di euro. Ma, per questo, e torniamo ad essere d’accordo con i sindacati, servono politiche mirate, pianificazione e non dispersione di risorse”.

Fiab Teramo conclude: “Liquidare “le piste ciclabili” (che sono solo una parte del complesso sistema della ciclabilità) come un lusso, vuol dire non aver capito l’enorme potenzialità che hanno sul sistema economico del Paese. Basterebbe leggere gli studi e i documenti programmatori dell’Unione Europea, che ci impongono di investire sulla mobilità sostenibile (da ultima la Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente), copiare da Nazioni più virtuose (e furbe) di noi, e cambiare atteggiamento culturale. Perchè il mondo è già cambiato; se l’Italia rimane indietro adesso, poi sarà difficile riprendere il passo”.