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Ponte in legno sul Tordino, dopo Roseto anche Giulianova scrive alla Regione. “Subito i lavori”

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 15 Gennaio 2018 @ 4:56

Tre mesi fa l’intervento del vice sindaco di Roseto Simone Tacchetti, ora quello dell’amministrazione comunale di Giulianova.

Per la sistemazione del ponte ciclopedonale in legno sul fiume Tordino i due Comuni sono pronti a portare avanti ogni iniziativa affinché la Regione decida di finanziare le opere di ristrutturazione del ponte che in più punti cade a pezzi per colpa dell’azione del tempo e dei parassiti, in modo particolare i tarli del legno. Da Roseto era partita una lettera indirizzata al Governatore Luciano D’Alfonso e agli assessori regionali Dino Pepe e Silvio Paolucci con cui si evidenziavano le criticità della struttura.

Stessa cosa ha fatto il Comune di Giulianova che chiede un intervento prima dell’inizio della prossima stagione estiva, così come è già stato fatto per altri due ponti che fanno parte del percorso ciclabile adriatico: quello sul torrente Salinello e l’altro sul Vibrata. Investimenti importanti quelli fatti dalla Regione per ridare alla collettività due ponti in legno danneggiati a causa dell’incuria e di opere di manutenzione mai realizzate. Per quanto riguarda la struttura sul Tordino, la situazione negli ultimi due anni è peggiorata sensibilmente. La Regione ha promesso che interverrà ma di concreto ad oggi non esiste ancora un progetto.

E la preoccupazione più grossa è che probabilmente non ci sarà alcun intervento prima della prossima estate. Un aspetto che preoccupa, e non poco, le due amministrazioni comunali. Il vice sindaco di Roseto Tacchetti e il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro ritengono che intervenire oggi significherebbe risparmiare alcune decine di migliaia di euro rispetto ad un lavoro eseguito tra qualche anno.

Bisogna sostituire le assi, ma non tutte, delle rampe di accesso su entrambi i versanti che presentano i maggiori danni causati dai tarli. Per quanto riguarda la passeggiata il numero delle assi a terra danneggiate è fortunatamente limitato. Spendendo oggi meno di 100mila euro il ponte verrebbe rimesso a nuovo. Ma un ritardo delle opere non potrebbe che peggiorare la situazione.

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