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Teramo, un anno fa l’alluvione. Oggi restano solo le promesse

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 14:52

sottopasso_macchinaTeramo. 1 marzo 2011-1 marzo 2012. E’ trascorso un anno dall’alluvione che ha colpito la provincia di Teramo. Giorni di grande ansia, con ponti distrutti dalla furia delle acque, fiumi che straripavano e travolgevano tutto ciò che trovavano sul loro percorso, aziende in ginocchio, strade martoriate. E poi Pietro Di Sabatino Rizziero, morto a bordo della sua auto mentre attraversava il sottopasso di Mosciano, all’uscita della Teramo-Mare.

In quei giorni, i Comuni coinvolti si sono trovati ad affrontare spese impreviste legate all’emergenza e per molti di loro il rischio dissesto finanziario è un incubo ancora presente. Il fantasma della “tassa sulle disgrazie” aveva acuito le preoccupazioni, ma il Governatore Gianni Chiodi, insieme all’assessore Gianfranco Giuliante avevano tranquillizzato gli animi: “spendete pure” aveva detto ai sindaci riuniti in un’Assemblea straordinaria “le somme urgenze saranno rimborsate”. A fare da “garante”, la dichiarazione dello stato di calamità, arrivata in tempi record.

Ad un anno esatto, nulla di quello che Chiodi ha promesso in termini di finanziamenti per le aree colpite è stato mantenuto. A dichiararlo sono i consiglieri regionali del Pd Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca, che il prossimo martedì, in Consiglio regionale, porteranno sul tavolo una nuova discussione sull’alluvione attraverso una risoluzione che abbiamo presentato.

ponte_ricci6“Ancora una volta” dicono “chiederemo al presidente della Regione di onorare gli impegni presi con sindaci e cittadini visto tra l’altro che ora, a nostro parere, è possibile farlo. Perché con la pronuncia dell’incostituzionalità della norma contenuta nel Milleproroghe 2011, la tassa sulle disgrazie appunto, in questo momento Chiodi non deve più aumentare la tassazione per attingere ai fondi della Protezione Civile Nazionale. Il presidente della Regione adesso deve chiedere al Premier Monti l’ordinanza attuativa del Decreto di riconoscimento dello stato di calamità, così come era avvenuto in precedenza per altre Regioni alluvionate come il Veneto”.

Una “fase 2” che, secondo il Pd, deve essere messa in campo subito: va nominato il Commissario, vanno assegnati i fondi per l’emergenza e messi in atto tutti i provvedimenti conseguenziali. Vanno ristorati i Comuni e la Provincia di Teramo delle somme urgenze, spese e già rendicontate per un importo di 12.424.069,04 euro.

“I Comuni ed i sindaci non possono più attendere” attaccano Ruffini e Di Luca, che indicano anche il percorso da seguire. Anzitutto, bisogna sollecitare il Presidente del Consiglio ad emettere l’ordinanza attuativa del Decreto di riconoscimento dello stato di calamità per ristorare le somme urgenze. Poi si deve procedere alla riattribuzione dei Fondi Fas 2000/2006 pari a 10,3 milioni di euro che sono stati definanziati e destinarli ai ripristini delle infrastrutture danneggiate (ponti, strade) e per i danni avuti dalle imprese e dai privati cittadini.

“E’ giunta l’ora di dare una risposta e onorare gli impegni presi dal presidente Chiodi e dalla sua giunta nei confronti della comunità teramana, perché è l’unico caso in Italia dove in una calamità naturale lo Stato centrale e la sua Regione sono stati assenti”.

A Chiodi martedì sarà chiesto anche di fare di più: il presidente della Regione Abruzzo deve richiedere in sede Cipe ulteriori risorse derivanti dalla riprogrammazione FAS 2000/2006, soprattutto per i ripristini ed il ristoro ai privati, in considerazione che la cifra da rimodulare è di oltre 700 milioni di euro.

 

roseto2Le somme anticipate.


Provincia di Teramo € 1.998.027,50

Ruzzo Reti € 2.190.000

Alba Adriatica € 235.200

Ancarano € 132.000

Atri € 24.537,20

Bellante € 5.300

Campli € 170.000

Castel Castagna € 6.000

Castellalto € 25.000

Castelli € 107.000

Castilenti € 50.000

Cellino Attanasio € 2.113,50

Civitella del Tronto € 104.000

Colledara € 42.200

Controguerra € 8.500

Corropoli € 37.890

Crognaleto € 89.380

Giulianova € 572.000

Isola del Gran Sasso € 280.000

Martinsicuro € 189.716,67

Mosciano S.Angelo € 117.696

Nereto € 16.500

Notaresco € 342.000

Pineto € 276.000

Roseto € 1.655.000

S.Egidio alla Vibrata € 200.000

Sant’Omero € 456.230

Silvi € 227.600

Teramo € 200.000

Torano Nuovo € 5.500

Torricella Sicura € 51.000

Tortoreto € 425.000

Tossicia € 50.000

Valle Castellana € 12.000

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