Penne: “L’ospedale San Massimo rischia la chiusura definitiva”

Penne. “Reparti, come Ortopedia e Gastroenterologia, rappresentano un’eccellenza in tutta la Regione e vengono scelti anche da pazienti in arrivo da fuori Abruzzo, eppure l’ospedale di Penne rischia di essere chiuso definitivamente”: a lanciare è il Vice Presidente del Consiglio Regionale Domenico Pettinari che questa mattina, insieme ai consiglieri comunali Luca Falconetti e Paola Duttilo, si è recato nella struttura ospedaliera per una visita ispettiva.

“La carenza di personale, principale causa delle lunghe liste d’attesa, e la fatiscenza degli edifici, confermano l’urgenza di un intervento diretto e improrogabile da parte di Regione Abruzzo – afferma Pettinari –. L’Assessore alla Sanità Verì e il Presidente Marsilio non devono far altro che approvare la deroga prevista per la struttura di Penne al Decreto Lorenzin, rendendolo Ospedale di base sede di Pronto Soccorso. Solo così sarà possibile salvarlo dalla chiusura e continuare sia ad offrire ai cittadini servizi di cui hanno urgente bisogno, sia proteggere le eccellenze qui presenti”.

Oltre a Ortopedia, “dove ogni anno vengono effettuati oltre 800 interventi operatori, un numero enorme per avere appena quattro medici in organico”, e  Gastroenterologia, dove “dal pensionamento di un collega, è attivo un solo, bravissimo, medico”, il pentastellato punta i riflettori sul reparto di Dialisi, “che al momento ha 35 pazienti. Anche qui si ripete il solito vergognoso copione con un solo medico lasciato a salvaguardia di un intero reparto. Ciò che più fa indignare è che nei turni di riposo del medico di riferimento, la copertura del servizio viene svolta da un secondo medico che si trova a Pescara. Questo significa che intervenire in caso di emergenza è praticamente impossibile dal momento che tra i due ospedali c’è una percorrenza di 40 minuti di automobile”.

“L’ospedale di Penne – conclude Pettinari – ha visto nell’arco di dieci anni la riduzione di 130 posti letto. Il processo di chiusura dell’intera struttura deve essere fermato senza alcun indugio. Io lancio il mio grido d’allarme alla Giunta di centro destra, che ancora ci tiene nascosto il piano di riclassificazione dei presidi minori. Pretendo che redigano al più presto questo piano e che facciano partire l’iter di approvazione in Commissione Sanità e in Consiglio Regionale, per conoscerlo e permetterci di migliorarlo laddove possibile”.