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Pescara aderisce alla campagna per chiedere verità su Giulio Regeni

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 2 Novembre 2017 @ 17:30

Pescara. Striscione a Palazzo di Città per chiedere verità e giustizia sulla morte di Giulio Regeni, il ricercatore 28enne trovato morto lo scorso 3 febbraio a Giza, in Egitto, dove stava effettuando delle ricerche nell’ambito del suo dottorato in Politiche internazionali, che stava svolgendo a Cambridge. Sul suo corpo c’erano evidenti segni di torture subite.

Tante le versioni sulla vicenda fornite sin’ora alla Procura di Roma da parte dei magistrati egiziani, che stanno conducendo le indagini sul caso: tra le ipotesi della Procura egiziana, quella di una morte legata al mondo della droga o a un’aggressione di strada, ma gli inquirenti italiani non escluderebbero una probabile connessione dell’omicidio Regeni con gli studi sul terrorismo che il ragazzo stava conducendo.

“Era inevitabile rispondere alla campagna e al legittimo diritto di notizie da parte della famiglia di Regeni”, ha commentato il sindaco, Marco Alessandrini. “L’Amministrazione comunale raccoglie così l’appello della campagna nazionale di Amnesty International Italia e della famiglia e dà seguito alla mozione votata in Consiglio Comunale lo scorso 25 febbraio e presentata dal consigliere Ivano Martelli”.

La mozione, presentata da Sel lo scorso 25 febbraio, è arrivata parallela a quella inoltrata dai gruppi Sel di altri Comuni italiani, al fine di dare vita ad una mobilitazione nazionale, che punterà a sollecitare Parlamento e Governo Italiano affinché si attivino in tutte le sedi internazionali preposte a far luce sulla vicenda.

La città di Pescara è la seconda in Abruzzo ad aderire all’invito della sezione Abruzzo e Molise di Amnesty.

“Quella a cui abbiamo aperto le porte è una piccola testimonianza di vicinanza, della città e di tutto il Comune di Pescara, alla richiesta di verità e giustizia che è dovuta alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Giulio Regeni”, hanno fatto sapere dall’Amministrazione. “Lo striscione è dunque quel fiammifero acceso che da oggi arde anche a Pescara, con la speranza umana e istituzionale, di riconsegnare alla famiglia una versione attendibile di ciò che è successo al ricercatore”.

Valentina Covitti, responsabile di Amnesty International Abruzzo Molise dichiara: “Siamo felici che la nostra città sostenga la richiesta di conoscere come e da chi sia stato ucciso Giulio”.
Lo striscione, che è stato esposto lo scorso 10 marzo grazie all’iniziativa del gruppo di Teramo sostenuto dal Comune di Teramo, è ora apposto sulla facciata del Comune di Pescara, che lo terrà esposto per una settimana a Piazza Italia prima di seguire altre tappe in Abruzzo e Molise che toccheranno L’Aquila e Campobasso.

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