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Penne, gli ex dipendenti Brioni annunciano sit-in davanti alla Regione

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 2 Novembre 2017 @ 21:23

Pescara. Presidio degli ex dipendenti della Brioni Roman Style mercoledì 9 marzo, davanti alla sede della Regione Abruzzo, per chiedere un’azione di concerto col Governo nazionale che affronti l’emergenza occupazionale che si è prospettata a seguito della chiusura dello stabilimento Brioni di Penne, sede centrale a cui facevano capo gli altri due stabilimenti di Civitella Casanova e Montebello di Bertona.

L’appello, lanciato dai sindacati del lavoratori Cgil, Cisl e Uil, è stato raccolto da Sel Pescara, coordinata da Daniele Licheri e Sel Abruzzo, guidata da Tommaso Di Febo. La questione, che attualmente vede 400 lavoratori della Brioni tagliati fuori dall’azienda e con gli ammortizzatori sociali arrivati agli sgoccioli, era stata più volte fatta presente da Gianni Melilla, deputato Sel e Si, che lo scorso gennaio aveva posto un’interrogazione parlamentare al Ministero del lavoro e dello Sviluppo economico, insistendo sulla grave perdita subita dall’Abruzzo a seguito dello smantellamento di uno dei poli produttivi più importanti della Regione.

Il marchio Brioni, recentemente acquisito dalla Kering, è un noto brand dell’abbigliamento maschile di lusso e soltanto qui in Abruzzo dava lavoro a 1250 persone. La crisi che ha colpito l’azienda era già nell’aria dal 2005 e riguardava il comparto delle vendite: gli esuberi del personale, infatti, sono stati annunciati per la mancanza di commesse, ragion per cui si è fatta avanti la holding francese che l’ha acquistata.

“Dal 2009 a oggi abbiamo assistito ad un lento ma costante indebolimento della forza lavoro e oggi la situazione sembra precipitare”, hanno fatto sapere i coordinatori di Sel. “Servono risposte chiare: auspichiamo che Regione e Governo nazionale affrontino di petto il problema aprendo un tavolo con i vertici aziendali per trovare soluzioni che garantiscano piena occupazione e sappiano guardare in prospettiva”.

All’interrogazione di Melilla non è ancora stata data nessuna risposta; c’era inoltre la richiesta di convocare un tavolo tecnico che coinvolgesse, oltre alle parti sociali e politiche abruzzesi e i vertici della Brioni, anche e soprattutto i vertici aziendali della Kering, per cercare di trovare soluzioni concertate.

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