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Pescara, emergenza idrica: ancora chiusura in città e provincia

Ultimo Aggiornamento: martedì, 13 Luglio 2021 @ 17:19

Prosegue l’emergenza idrica a Pescara e provincia.

L’Aca, infatti, stante il perdurare della crisi, ha programmato nuove chiusure che, dal 12 al 19 luglio, riguarderanno 4 Comuni: Caramanico Terme, Catignano, Cugnoli e Nocciano,

Per una lunga lista di altri Comuni, invece, sono previste riduzioni della fornitura di acqua

Pescara, emergenza idrica: ancora chiusura in città e provincia

“I serbatoi d’acqua non si riempiono per magia, ma il Comune e l’Aca hanno avuto un anno per prevenire i disagi ed organizzarsi: dopo un anno, invece, siamo al punto di partenza, con ventimila pescaresi senz’acqua specialmente nelle case singole dei quartieri collinari, nei rioni popolari e nei tanti condomini costruiti negli anni Cinquanta e Sessanta senza autoclave. Il Comune di Pescara e l’Aca, anche ricorrendo alla Protezione civile, attivino subito un servizio sostitutivo di emergenza come avviene in tutta Italia. L’acqua è un bene comune e un’autoclave non si installa dalla sera alla mattina”. Lo chiede il capogruppo del Partito democratico in Consiglio Comunale Piero Giampietro.

“Siamo arrivati in piena estate nelle identiche condizioni di un anno fa, lasciando ventimila pescaresi senza acqua e senza risposte. L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, Arera, nella delibera 917/2017, indica che entro 48 ore dall’interruzione o dalla sospensione del servizio idrico va attivato un servizio sostitutivo di emergenza: a Pescara invece le famiglie sono state lasciate sole e sono sfiancate. Abbiamo sentito che ci saranno autobotti solo per ricaricare le autoclavi: un intervento che non risolverebbe il problema. La cosa più incredibile è che mentre il vertice dell’Aca attribuisce la colpa di questa situazione ai cambiamenti climatici, in Comune solo 18 mesi fa la maggioranza di centrodestra ha scelto di sposare le teorie negazioniste bocciando la dichiarazione dello stato di emergenza climatica. Ora però si deve lavorare sull’emergenza che sta colpendo ventimila utenti, e nessuno può voltarsi dall’altra parte: si attivi subito il servizio sostitutivo di emergenza, si lavori sul medio periodo per evitare che questa condizione diventi una regola e si adotti un piano per il consumo responsabile di un bene sempre più raro”, conclude Giampietro.

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