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Pescara, doping in casa: personal trainer in manette

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 30 Ottobre 2017 @ 8:27

Pescara, 7 mar. – La Squadra Mobile della questura di Pescara ha arrestato un 39enne che nella sua abitazione deteneva ingenti quantitativi di sostanze vietate ai sensi della normativa antidoping e di quella in tema di contrasto al traffico di stupefacenti. L’uomo e’ un personal trainer appassionato di fitness.

L’arrestato e’ un 39enne di Villareia di Cepagatti, Mauro Iacovone, volto gia’ noto alle forze dell’ordine, che custodiva nel suo appartamento ingenti quantitativi di sostanze dopanti, steroidi e anabolizzanti. L’uomo ha ammesso di essere assuntore di questa merce. Il personale della squadra mobile, diretto da Dante Cosentino, e’ arrivato a lui dopo aver ricevuto notizie da una palestra, ma su questo punto le indagini della polizia sono ancora in corso perche’ non si sa, al momento, se ci siano palestre o clienti delle palestre coinvolti nel giro del 39enne, tanto piu’ che il personal trainer, peraltro non laureato, svolgeva la propria attivita’ direttamente a domicilio di chi gliene faceva richiesta. Per il materiale sottoposto a sequestro – scatole, fiale e flaconi – l’uso e la commercializzazione rappresentano un reato, al di fuori dei casi consentiti dalla legge.

Trenta delle scatole che Iacovone deteneva in casa contengono il Nadrolone, uno steroide anabolizzante che dal 2010 e’ stato inserito nelle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope. Gli investigatori ritengono che il 39enne acquistasse questi prodotti su internet, presumibilmente facendoli arrivare da quei Paesi dove la commercializzazione e’ consentita. Anche su questo sono in corso approfondimenti e sara’ pertanto analizzato il computer del personal trainer, sottoposto a sequestro insieme a tutto il materiale che conservava a casa.

Pare che per non lasciare traccia dei pagamenti utilizzasse dei circuiti di money transfer. Si cerchera’ di far luce anche su questo, partendo da due ricevute per un ammontare di 2.000 euro, e tra i soggetti a cui avrebbe destinato il denaro ci sarebbero dei portoghesi. All’uomo, rinchiuso in carcere, e’ stato contestato sia il commercio di farmaci e sostanze dopanti sia la detenzione di droga a fini di spaccio.

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