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Mare inquinato, indagato anche il sindaco di Pescara: “Sono fiducioso”

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Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 6:11

Pescara. Dopo il dirigente comunale di settore, Tommaso Vespasiano, e il vicesindaco, Enzo Del Vecchio, anche il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, risulta indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura del capoluogo adriatico sull’ordinanza di divieto di balneazione e mancato avviso alla cittadinanza.

“La scorsa settimana mi sono presentato spontaneamente dinanzi ai procuratori che si occupano della vicenda ‘balneazione’ – riferisce Alessandrini su Facebook – Averlo fatto con l’assistenza del legale di fiducia ha determinato, per ragioni procedurali, la mia iscrizione nel registro degli indagati. Tutto questo certo non mi piace, ma sono fiducioso di aver fornito ogni idoneo chiarimento e una leale collaborazione per una rapida definizione della vicenda. Senza paura”.

Il sindaco è indagato per falso in atto pubblico e omissione di atti d’ufficio. Quello di Alessandrini è il terzo nome che finisce sul registro degli indagati. I pm titolari del fascicolo sono Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio.

A chiedere, ora, le dimissioni di Alessandrini e della sua maggioranza è, a gran voce, il Movimento 5 Stelle: “Il Sindaco ed il Vice Sindaco di Pescara indagati per la vicenda dell’ordinanza di divieto di balneazione dei primi giorni di Agosto. E con loro le massime cariche dirigenziali del Comune. E’ finita la credibilità di un Sindaco e di coloro che lo circondano” si legge in una nota, “è finita la fiducia in un sistema di partiti, quello della sinistra, in cui non esistono voci fuori dal coro, in cui nessuno ha avuto il coraggio o forse meglio la dignità, di alzare la voce e chiedere di sapere la verità”.

“Il Sindaco, avallato da tutta la sua giunta, oggi non può che assumersi le sue responsabilità e smettere di sminuire davanti ai cittadini le sue azioni”, aggiunge il consigliere regionale Domenico Pettinari, “oggi le dimissioni non sono più una richiesta esclusivamente del M5S ma un atto dovuto ad una cittadinanza che ha il diritto di essere governata da amministratori responsabili e qualificati”. “Abbiamo assistito in Consiglio”, continuano i consiglieri comunali pentastellati, “ad un Sindaco spavaldo che leggeva sprezzante la propria arringa difensiva, passando in rassegna molti argomentazioni tranne una, la più importante: quando effettivamente ha scritto e protocollato la famosa ordinanza di divieto. Stando alla magistratura e agli avvisi di garanzia recapitati”, proseguono i grillini, “proprio su questo starebbero mentendo tutti: il Sindaco che pensa che, non essendoci stati casi gravi di malattie, allora non esiste alcun problema, un Vice Sindaco che ride vistosamente dopo l’interrogatorio come se si trattasse di un gioco, il dirigente del settore tecnico Tommaso Vespasiano, che, a conclusione del quadro grottesco in cui il trio si trova rappresentato, si avvale della facoltà di non rispondere. Ed intorno a loro Consiglieri di maggioranza che continuano a ripetere che i bambini non si sono ammalati, che non ci sono stati ricoveri, che i pediatri non hanno segnalato emergenze e che quindi si sta parlando di nulla, come se il problema di una mancata ordinanza esistesse solo in presenza degli effetti”.

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