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Dopo tre anni Claudio, ragazzo autistico, avrà quanto prescritto. Chi restituirà il tempo perduto?

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 17 Giugno 2022 @ 21:43

Claudio vive a Castel Di Sangro e quando la madre Ilaria ha deciso di pretendere le attività necessarie per suo figlio era il 2019.

 

Complicazioni e lungaggini fin dall’inizio per ottenere una prescrizione UVM che, seppur dovuta per effetto del D.C.A. n. 107/2013, arrivò con oltre sei mesi di ritardo e dopo diversi solleciti. Subito dopo le attività di “stimolo” nei confronti dei servizi territoriali della asl deputati alla erogazione di tali attività riabilitative ma ancora una volta solo attese e risposte laconiche. Uno stucchevole rimpallo di competenze e responsabilità tra organismi della stessa asl ha comportato la perdita di altro tempo, danneggiando le possibilità di recupero di Claudio.

Nel pieno rispetto delle norme e convinti del diritto alle cure per l’ennesima volta abbiamo avviato le procedure necessarie per attivare gli interventi prescritti dalla stessa ASL. A seguito del dibattimento il Tribunale di Sulmona ha emesso il 15 giugno 2022 l’ennesima ordinanza che impone alla ASL Aquilana l’erogazione di prestazioni prescritte dalla stessa nel maggio 2019. L’intervento prescritto è stato confermato dalle indicazioni del CRRA ma non è stato mai avviato.

Singolare la motivazione posta dalla ASL a giustificazione della mancata “presa in carico”. Nelle memorie difensive la ASL ha ritenuto che:

“…𝑒𝑠𝑠𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑐𝑜𝑟𝑠𝑖 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑠𝑖 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑛𝑒𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑎 𝑖𝑛 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑖𝑛𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑎𝑙 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑡𝑡𝑢𝑟𝑒 𝑠𝑎𝑛𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑒 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑒/𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑣𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑡𝑒 𝑜 𝑎𝑐𝑐𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑢𝑚𝑖𝑏𝑖𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑛 𝑔𝑟𝑎𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑢𝑝𝑝𝑙𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑑𝑒𝑔𝑢𝑎𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑔𝑎𝑟𝑎𝑛𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑚𝑖𝑛𝑜𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑟𝑖𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑟𝑖𝑜.”

Le “promesse” della ASL di una pronta presa in carico del ragazzo 𝐢𝐧 𝐬𝐞𝐝𝐞 𝐝’𝐮𝐝𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝟏𝟑 𝐚𝐧𝐧𝐢.

Il Giudice del Tribunale di Sulmona Dott.ssa Alessandra De Marco ha disposto l’Ordinanza che impone alla ASL 1 Avezzano-Sulmona -L’Aquila di prendere in carico il giovane Claudio direttamente o avvalendosi di strutture specializzate e di erogare, in favore del medesimo, un intervento riabilitativo globale ed intensivo di tipo psicoeducativo specifico per l’autismo con mediazione della figura di un compagno adulto (educatore) di genere maschile, con lavoro sulle abilità sociali, sugli aspetti occupazionali, sulle autonomie personali e sociali, che supporti il ragazzo nella stabilizzazione delle abilità acquisite e che si ponga come obiettivo il raggiungimento delle abilità che al momento risultano emergenti al fine accompagnare il ragazzo verso il raggiungimento di una maggiore autonomia personale.

Il Giudice ha anche condannato alle spese la ASL aquilana che forse in futuro farà bene ad organizzare meglio le sue strutture e utilizzare le risorse per l’erogazione di servizi piuttosto che per sostenere spese legali.

Ancora grazie al nostro avvocato Gianni Legnini per la sua solidale disponibilità. Grazie alla famiglia che ha avuto fiducia nel nostro operato.

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