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Raddoppio ferrovia, Comuni uniti per cercare soluzioni

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 21 Gennaio 2022 @ 19:10

I sindaci di Chieti, Manoppello e San Giovanni Teatino: “Pronti a lavorare insieme per il progetto, ma a tutela dei territori”

Chieti. Conferenza congiunta, stamane a Chieti con i Comuni di Manoppello e San Giovanni Teatino sul progetto di velocizzazione della ferrovia Roma-Pescara. Il sindaco Diego Ferrara, con il presidente e la vice presidente del Consiglio Comunale, Luigi Febo e Silvia Di Pasquale, insieme ai sindaci Giorgio De Luca e Giorgio Di Clemente, hanno stretto l’intesa per avere a Chieti, il prossimo 31 gennaio, il confronto auspicato sul progetto con RFI, nella seduta di Consiglio comunale straordinario aperta, voluta dalle amministrazioni.

“Agiremo insieme perché vogliamo innanzitutto avere una visione globale sul progetto e perché ci preme arrivare a un confronto sulle alternative possibili – così il presidente e la vicepresidente del Consiglio comunale, Luigi Febo e Silvia Di Pasquale – Non metteremo in dubbio la finalità, tutti siamo perfettamente consci che si tratta di risorse eccezionali e di un’opera che serve ai nostri territori, ma su cui è indispensabile riflettere, a tutela degli investimenti, della sicurezza e delle esigenze dei cittadini. È indispensabile ascoltarli, il luogo migliore per farlo è di certo un Consiglio comunale aperto come quello che faremo il 31 con i Comuni di San Giovanni Teatino, Manoppello, Alanno, Scafa e i consiglieri comunali, nonché esecutivo e Consiglio regionale e i parlamentari dell’area. È indispensabile il confronto, perché vogliamo sottoporre a RFI delle alternative ai tratti più impattanti, peraltro già vagliata da RFI nel 2008 per l’Interporto, cosa che agevolerebbe anche il trasporto delle merci, aprendo una via diretta da e per Roma che ad oggi non c’è”.

“La velocizzazione è una grande opportunità che nessuno vuole perdere e proprio per questa ragione ci siamo uniti per dare voce a esigenze concrete dei nostri territori – così il sindaco Diego Ferrara – Mai come ora la sinergia istituzionale vale e sono certo che potrà essere replicata anche su altri argomenti di interesse generale, perché a prescindere dalla politica, lo sviluppo del territorio e i servizi sono cosa importante e che dovremo guardare in un’ottica sempre più ampia e sinergica. Parliamo di un progetto chiaramente improcrastinabile, indiscutibilmente utile, ma che va inserito in un contesto urbanistico, sociale e oggettivo che non può essere trascurato. Per questa ragione ci uniamo e abbiamo dato uno scenario ampio al confronto, affinché questo arrivi e perché in tempi brevi si capisca come ottimizzare competenze e lavoro”.

“Non vogliamo bloccare il progetto – così il sindaco di San Giovanni Teatino, Giorgio Di Clemente – ma modificarlo perché diventi attuabile, da questo nasce l’unione fra territori, questo verremo a ribadire al Consiglio comunale che si terrà a Chieti. A San Giovanni Teatino la battaglia è iniziata dal tempo del sottopasso ferroviario, opera di RFI che fu bloccata dopo una mobilitazione forte. Il raddoppio, così com’è oggi concepito, sventrerebbe il nostro centro urbano già frammentato dalla presenza di altre infrastrutture, per questo dobbiamo trovare una soluzione alternativa che tenga conto delle nostre perplessità e delle istanze che possono rendere attuabile il progetto sul nostro territorio”.

“Anche Manoppello ha assunto una posizione chiara sul progetto – aggiunge il sindaco Giorgio De Luca – mobilitandosi con il Consiglio comunale, affinché RFI potesse considerare l’alternativa della variante dell’interporto. Non riusciamo a comprendere perché non se ne tenga conto, a fronte dell’eventualità, mantenendo la stesura attuale, di sbancare 60 abitazioni. Si tratta di un progetto vidimato da RFI stessa, che risolverebbe i problemi anche del tratto di Brecciarola, su cui è indispensabile lavorare. I tempi sono strettissimi, il procedimento pubblico li scandisce in modo netto, bisogna agire in velocità e con la massima condivisione. Questo è l’intento di cui ci faremo portatori anche in seno al Consiglio del 31 gennaio”.

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