Chieti, De Cesare presenta due nuovi candidati: l’imprenditrice Silvia Di Pasquale e l’organizzatore di eventi Emanuele La Plebe

Chieti. “L’entusiasmo intorno al mio progetto politico per la città mi rende ogni giorno più motivato e più convinto del fatto la voglia di rinnovamento è forte” le parole di Paolo De Cesare, candidato sindaco in rappresentanza della coalizione civica che abbraccia le numerose anime e le molteplici istanze del territorio. E’ il caso di Silvia Di Pasquale, responsabile amministrativo dell’azienda di famiglia, e di Emanuele La Plebe, editore musicale e produttore discografico, nonchè organizzatore di numerosi eventi in città, specialmente nella zona dello scalo.

“Sono stata chiamata da Paolo per accompagnarlo in questo percorso a me piace definire di soccorso alla città” dichiara la Di Pasquale, che tiene a specificare questa scelta per lei “è un onere anzitutto morale: il declino è sotto gli occhi di tutti, occorre una ripresa immediata, occorre che l’amministrazione teatina torni a stare vicino alla gente.

So in prima persona cosa significhi doversela cavare da soli dal momento che ho vissuto tale situazione nel corso della purtroppo breve vita di mia figlia, portatrice di handicap, la quale aveva bisogno di sostegno medico e strutture adeguate e da parte del comune, per quanto di propria competenza, non ho ricevuto nulla, solo una gestione complicatissima e super burocratizzata di tutte le istanze formalizzate. Questa esperienza ha generato in me la voglia di esserci per tutti coloro i quali avrebbero potuto vivere la mia stessa difficoltà, e per questo sono stata tra i fondatori di una associazione no profit chiamata La Culla, nata per aiutare concretamente le famiglie che si trovano ad affrontare una disabilità improvvisa, sia dal punto di vista burocratico che sul versante della gestione quotidiana del proprio congiunto in termini di sostegno e di cure.

Dunque il mio contributo alla città sarà rivolto all’ambito sociale, parimenti mi metterò a disposizione dal punto di vista professionale con le competenze in termini contabili e di bandi e gare di appalto, senza mai dimenticare la mia vicinanza allo sport, dal momento che ho due figlie che sono impegnate in attività agonistiche di livello nazionale, precisamente la ginnastica artistica e l’equitazione, dunque conosco le difficoltà quotidiane delle realtà del territorio, seppur blasonate e conosciute anche in ambito internazionale.”

Emanuele La Plebe, invece, ritiene ci sia bisogno “di tanta energia per fare ripartire il territorio. Occorre ridare entusiasmo, ridare voglia di stare in città e lavorare in città, bisogna far si che tutti i nostri concittadini tornino ad essere fieri del posto in cui vivono e siano desiderosi di mostrarlo. Per fare questo occorre creare occasioni di aggregazione che siano ben organizzate sotto tutti i punti di vista, puntare sui giovani ed essere disponibili verso chi decide di investire sul territorio.

Qualche anno fa avevo iniziato ad organizzare manifestazioni di rilievo e di richiamo nell’ambito dello scalo, dimostrando coraggio e capacità. Poi, purtroppo, mi sono scontrato con la mentalità dell’attuale amministrazione comunale di dover fare le cose non per un fine, ma per farle e basta: questa approssimazione non ha senso, poichè un evento non programmato è solo uno spreco di risorse umane ed economiche e non produce nulla di buono. Il successo sta nella programmazione, nel saper anticipare gli eventi, preparare la città dal punto di vista urbanistico, logistico e della mentalità. In questo senso sono importantissime le fasi preliminari e la comunicazione, elementi essenziali di un’offerta appetibile ed attraente per il pubblico. Il binomio qualità/successo è questo.

Inoltre, altro aspetto che l’attuale sindacatura non ha mai tenuto in considerazione, questa è una città che deve puntare sul coinvolgimento dei privati, intesi come titolari di attività di bar e ristorazione: con questi è possibile creare un calendario di eventi unico, non sovrapposto ed assai assortito, in cui i costi artistici ed organizzativi vengono sostenuti dalle strutture ed il comune da il proprio supporto sulla comunicazione e sui servizi logistici e le relative pratiche amministrative. Se pensiamo in grande diventeremo grandi.”