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Punto nascita di Ortona, Febbo e Paolucci sulla decisione del Tar

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 7:47

L’Aquila. “Punto nascita di Ortona: tutto da rifare in primis per Ortona e poi per Atri, Penne e Sulmona.  Il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva della chiusura (ricorso n.219/2015)  confermando di fatto le numerose osservazioni che avevamo sollevato in questi ultimi mesi che ci hanno visto chiedere a gran voce e ripetutamente di rivedere il provvedimento”.

E’ quanto annuncia il Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo che spiega:  “Con la sentenza del Tribunale amministrativo (ordinanza collegiale 112/2015) quindi viene rimessa in discussione la scellerata linea intrapresa dalla Regione in Sanità e di fatto vengono smentite le motivazione portate avanti da una maggioranza presuntuosa , arrogante e “ignorante” perché ignora dati e procedure. Chi spiegherà ai cittadini che non bisognava chiudere il Punto nascita? Chi pagherà per i danni arrecati alle comunità locali? Come usciranno D’Alfonso e Paolucci da questa clamorosa debacle?”.

Così l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci: “Il Tar Abruzzo ha dato ancora una volta ragione alla Regione sul Punto nascita di Ortona, questa è la vera notizia”. Come dovrebbe essere noto ai legislatori regionali, il punto nascita riguarda il reparto di Ostetricia, per il quale è stato nuovamente richiesta sospensiva e ancora una volta la stessa è stata respinta. Nel provvedimento – sottolinea Paolucci – si dispone la sospensione della delibera Asl limitatamente alla parte in cui dispone la interruzione dei ricoveri relativi ‘alle malattie e disturbi dell’apparato riproduttivo femminile’, cioè del reparto di Ginecologia dell’ospedale di Ortona. Per questo reparto la Regione e la Asl condividono l’esigenza di elevare, e di molto, l’offerta ospedaliera di Ortona, puntando, per il bene delle esigenze della popolazione abruzzese, sull’Oncologia ginecologica. Avendo, peraltro, la Regione Abruzzo un’offerta sovrabbondante delle prestazioni dei disturbi dell’apparato riproduttivo. Cio’ significa che verra’ predisposto eventualmente apposito decreto. A rafforzare questa interpretazione, nella parte dispositiva il Tar esclude espressamente i ricoveri che ‘esulano l’ambito ostetrico e perinatale’. Questi sono gli atti, le interpretazioni strumentali di una certa parte della politica le lasciamo ad altri, peccato che spesso questo accade in Sanità’.

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