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Francavilla, al via il 66° Premio Michetti VIDEO

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 9:27

Pescara. Domenica 2 agosto alle ore 19, nel piazzale antistante il Museo Michetti a Palazzo San Domenico in Francavilla al Mare, sede della Fondazione, si rinnoverà l’annuale appuntamento con il Premio Michetti, dal 1947 il più importante ed antico concorso di Arte italiana ed internazionale, giunto quest’anno alla sua 66a edizione e che, per la circostanza, aprirà le sale della prestigiosa sede per ospitare numerosi eventi artistici.
Nell’occasione saranno inaugurate le seguenti rassegne :“Rivelazioni – Arte contemporanea dalle collezioni del Premio Michetti”, la mostra “Omaggio a Gaetano Memmo”, “Emilio Sobrero, il percorso di un pittore tra Novecento e Post-impressionismo”, “Ex libris del primo Novecento”. Infine la mostra del restauro del Patrimonio della Fondazione eseguito dagli allievi della Accademia di Belle Arti di L’Aquila, sotto la guida di Grazia De Cesare.

Dedicata a Gaetano Memmo, pittore chietino scomparso lo scorso anno e Rappresentante artisti abruzzesi nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Michetti, la mostra omaggio è presentata da Carlo Fabrizio Carli che, attraverso le opere scelte, esemplari ed indicative, offre una panoramica dell’ultra sessantennale attività del Maestro con l’intento di ricostruirne l’itinerario artistico. Alle iniziali esperienze informali, la riconnessione con il contesto della “Nuova figurazione” che viene elaborato da una ricerca personale del fenomenico per approdare negli anni Ottanta ad una dimensione figurale ricercata espressa dalla evocazione di raffinate figure femminili su sfondi paesistici di linguaggio espressionistico. In contemporanea l’esposizione dedicata ad “Emilio Sobrero. Il percorso di un pittore tra Novecento e Posti Impressionismo”, a cura di Giovanbattista Benedicenti, una mostra dedicata all’artista torinese attivo tra gli anni venti e i cinquanta del Novecento e riscoperto dalla critica da circa un ventennio. Fedele alla tradizione

Italiana e al tempo stesso aperto alla modernità europea, novecentista e post-impressionista al tempo stesso, capace di condensare nelle sue vedute e negli scorci di ambientazione romana un senso di silenziosa e poetica sospensione del tempo quotidiano che lo avvicina alle atmosfere alla Hopper. “Ex libris del primo novecento” per la prima volta in mostra al pubblico la più importante collezione di ex-libris italiani dal primo Novecento di Giuseppe Cauti. Mirabile sintesi degli stili dell’arte del novecento che spazia dal classico rinascimentale di Sartorio , Gagliardo, Cavallini, ai simbolismi surreali di Martini, al Decò di Rubino e all’espressionismo di Rognoni, solo per citare alcuni degli esemplari , la collezione Cauti ha trovato nella eccezionale vetrina del Premio Michetti il suo meritato riconoscimento che eleva gli ex libris a “simboli colti, intelligenti e ironici della coscienza, dei sogni e degli ideali dell’uomo”.

“Quest’anno – ha sottolineato il presidente della Fondazione Michetti, Vincenzo Centorame – organizzare questa manifestazione è stata un’impresa improba, manifestazione che assume sempre più importanza. Ci sarà un chicca di tre trittici con un artista famoso in tutta Italia. C’è stata l’indifferenza totale che ha accompagnato un Ente pubblico. Saluto e ringrazio invece una serie di ditte che ci hanno consentito di allestire la rassegna con piccoli e medi contributi. Questi contributi ci hanno consentito di tenere la 66esima edizione che speriamo possa avere lo stesso successo delle altre edizioni. Sono presenti soprattutto gli stranieri che vengono a vedere lo stato dell’arte italiana. Ringrazio il vicepresidente del Consiglio Regionale, Lucrezio Paolini, ed il suo staff per l’appoggio”.

“Anche quest’anno il Premio Michetti trova accoglienza per il suo pubblico ed i suoi visitatori – ha aggiunto il segretario della Fondazione Michetti, Antonio D’Arganto – questo è un patrimonio che interessa uno spaccato singolare. Questa è un’arte che proviene da tutte le edizioni perché si è provveduto alla restaurazione attraverso l’Accademia delle Belle Arti. Chi verrà a trovarci troverà tutte queste tele straordinarie del secondo ‘900 fino ai giorni nostri, oltre agli omaggi. Il Premio non gode di buona salute economica ma dà la possibilità a tutti di visitare questa esposizione di grande livello. Il sacrificio si affronta molto volentieri, con il sorriso, affinché si riprenda la normale trafila. Ogni attività artistica ha però bisogno di un minimo di supporto”.

Francesco Rapino

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