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Val Trigno, l’impianto ‘proposto’ esiste già ed emette. Esposto della Soa sulla Granito Forte

Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 25 Ottobre 2017 @ 7:34

Lanciano. La Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus in sede di audizione al Comitato VIA della Regione ha rivelato con il supporto di foto e video che almeno una parte degli impianti “proposti” dalla Granito Forte, l’azienda produttrice di piastrelle con sede a Fresagrandinaria in Val Trigno, e in corso di valutazione era stata già installata e risultava funzionante. Addirittura il fornitore dell’impianto alla Granito Forte aveva diramato pure un comunicato stampa già a Novembre 2015 in cui si sosteneva che si stava procedendo all’installazione già in quei mesi!

Il Comitato VIA, nell’imbarazzo generale, ha quindi sospeso il procedimento in attesa di ulteriori verifiche.

La Granito Forte ha attivato il 7 febbraio 2017 una procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. (V.A.) presso la Regione Abruzzo per l’installazione di un terzo atomizzatore e di una settima linea, con raddoppio della produzione (da poco più di 500 tonnellate/giorno a oltre 1.000) e conseguente forte aumento delle emissioni di sostanze quali ossidi di azoto, polveri, antimonio ecc. Il tutto a pochissima distanza da due Siti di Interesse Comunitario e da un fiume, il Trigno, che viene anche usato per scopi idropotabili dopo essere stato potabilizzato.

La S.O.A. era intervenuta con osservazioni nei tempi stabiliti dalla legge, esprimendo preoccupazione per i nuovi livelli di emissioni prospettati e contestando, tra l’altro, anche il rilascio di un permesso del SUAP del 2015 per la sopraelevazione di una parte del capannone che, secondo l’associazione, era parte integrante del nuovo progetto per installare il terzo atomizzatore. Secondo la S.O.A. il SUAP avrebbe dovuto aspettare la conclusione dell’iter della Verifica di Assoggettabilità a V.I.A. prima di rilasciare il permesso in quanto la procedura di V.A.-V.I.A. è (dovrebbe essere) propedeutica a qualsiasi altra autorizzazione e deve comprendere una valutazione di tutti i manufatti.

Nei documenti depositati dall’azienda il 7 febbraio 2017 per la procedura di V.A., controfirmati da tecnici, si affermava che in quel momento erano installati solo due atomizzatori. I verbi relativi ai nuovi impianti, terzo atomizzatore, camini di emissione (come l’E62) e settima linea erano declinati al futuro. Addirittura in sede di controdeduzioni alle osservazioni della SOA la ditta aveva anche risposto in maniera piccata sul fatto che l’idea di un terzo atomizzatore e dell’ampliamento era fatto più recente rispetto alla sopraelevazione e che quindi quella era stata una procedura di fatto autonoma dal nuovo progetto.

Peccato che la S.O.A., dopo aver prodotto una dura contro-replica, è arrivata al Comitato V.I.A. regionale presentando, tra lo stupore e l’imbarazzo generale: un comunicato stampa della SACMI, una grande azienda che produce impianti industriali, che il 30 novembre 2015 affermava: 1)di aver venduto, con accordo stipulato già a giugno 2015, un terzo atomizzatore e la settima linea di produzione alla Granito Forte per lo stabilimento di Fresagrandinaria; 2)che gli impianti erano in fase di montaggio, che sarebbe stato concluso nei primi mesi del 2016; le immagini video e fotografiche raccolte tra i mesi di marzo e maggio 2017 dagli attivisti in cui emerge che il principale camino del terzo atomizzatore, denominato E62, presentato in tutti gli elaborati progettuali per la V.A. come “da realizzare” non solo era stato già costruito ma emetteva fumi!

A quel punto il Comitato VIA ha fatto rientrare i referenti dell’azienda che hanno ammesso che con richiesta depositata a novembre 2016 all’Ufficio A.I.A. della Regione, quindi ben prima dell’avvio della procedura di V.A., aveva già proposto di far passare l’installazione del terzo atomizzatore come variante non sostanziale con la “promessa” di non aumentare la produzione e di usarlo in alternativa con gli altri due. L’Ufficio A.I.A. della Regione aveva valutato tale attività come variante non sostanziale dopo dieci mesi, a giugno 2017. Il tutto come se la procedura di V.A. non esistesse e nonostante la verifica di Assoggettabilità a V.I.A. sia alla base dell’A.I.A. che si occupa solo di ottimizzare il funzionamento di uno stabilimento industriale una volta accertata l’inesistenza di impatti derivanti dall’installazione dello stesso!

La S.O.A., qualche giorno fa, ha quindi rimesso una durissima nota ai vari enti in cui, oltre ad evidenziare quelle che secondo l’associazione sarebbero gravi irregolarità procedurali da parte di diversi soggetti (ad esempio SUAP Trigno, Comune di Fresagrandinaria, Ufficio A.I.A. della Regione), emergerebbero chiaramente negli elaborati progettuali depositati e su cui i cittadini sono stati chiamati al confronto delle difformità sostanziali tra stato di fatto sul campo e quanto descritto.

Pertanto, oltre a richiedere agli enti l’immediata rivalutazione di tutti gli atti fin qui rilasciati in autotutela e l’annullamento dell’intera procedura di V.A. in quanto chiaramente viziata, la S.O.A. ha chiesto agli enti di trasmettere tutto l’incartamento alla Procura della Repubblica competente e agli ordini professionali per le opportune valutazioni e verifiche circa l’operato di tecnici, amministrazioni e azienda. Inoltre è stata richiesta un’ispezione che accerti nel dettaglio cosa è stato fatto negli ultimi anni nello stabilimento rispetto alle autorizzazioni esistenti.

Spiace l’atteggiamento assunto dal Comune di Fresagrandinaria che il 26 Aprile ha chiamato altri sindaci, da quello di San Salvo a quello di Dogliola passando per quello di Mafalda, a presenziare ad una riunione unilaterale con la sola azienda proponente e i suoi tecnici trattando temi strettamente di tipo ambientale (l’impatto su specie ed habitat dei Siti di Interesse Comunitario) in assenza dei tecnici delle amministrazioni coinvolte. Un fatto estremamente grave e inusuale in quanto non solo non vi erano i presupposti amministrativi per svolgerla in quei termini visto che i sindaci non sono esperti di nibbi reali o lontre ma si è escluso in radice il contradditorio (in quel momento la S.O.A. aveva già presentato le proprie osservazioni) che durante una procedura di V.A. è normato dalla legge.

Ovviamente la S.O.A. si riserva ogni altro tipo di intervento e segnalazione presso gli organi competenti.

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