domenica, Dicembre 4, 2022
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Iran: timori per Alessia Piperno, la ragazza italiana arrestata a Teheran

In Iran, dal 16 settembre scorso, sono in atto proteste contro il governo per la morte di Mahsa Amini.

Mahsa, 22enne curda, è morta dopo essere stata arrestata dalla polizia morale perché colpevole di non indossare correttamente l’ihijab (le donne hanno l’obbligo di indossarlo in pubblico dalla rivoluzione islamica del 1979). La ragazza, arrestata alla fermata della metro è stata prelevata, portata in un centro di detenzione, e massacrata di botte.

Le donne iraniane sono scese in piazza in oltre 80 città del Paese al grido “Donne, vita, libertà” sfidando il potere, bruciando l’ihijab e tagliandosi i capelli.

In Iran la repressione messa in atto è durissima, oggi l’ultima vittima Nika Shakarami di 17 anni trovata con la testa fracassata: la ragazza aveva partecipato alle proteste a Teheran e aveva scritto in un messaggio ad un’amica di essere inseguita dalle forze di sicurezza iraniane.

Le persone uccise in Iran dall’inizio delle manifestazioni sarebbero 133 secondo la Ong “Iran Human Rights”. Nei giorni scorsi a perdere la vita era stata Hadis Najafi, 23 anni, uccisa con sei colpi di arma da fuoco al petto, al collo e la viso.

Sui canali social sono tante le ragazze iraniane, che vivono nel nostro Paese, che raccontano episodi di arresti e detenzione, ai racconti segue il gesto del taglio dei capelli per chiedere di dare voce alla loro protesta. Anche in Abruzzo, all’Università degli Studi dell’Aquila, all’inizio delle lezioni di Biochimica (a.a. 2022/2023), per iniziativa della prof.ssa Giusi Pitari del Mesva si è osservato un minuto di silenzio in ricordo di Mahsa, poi i ragazzi e la docente hanno replicato il gesto simbolico del taglio di una ciocca di capelli.

In Italia si teme per la vita di una ragazza, Alessia Piperno, travel blogger romana di 30 anni arrestata a Teheran e detenuta nel penitenziario di Evin. Per lei l’accusa sarebbe quella di aver festeggiato il suo compleanno in un Paese in cui non è consentito. Il penitenziario di Evin è famoso per i racconti di coloro che sono riusciti ad uscirne vivi: pestaggi, torture, esecuzioni. Alessia è in Iran da due mesi e mezzo, e il suo visto è scaduto il 14 settembre: pare la ragazza abbia soggiornato anche per un periodo nel Kurdistan iraniano, zona costantemente attenzionata dalle forze di regime e dove una donna occidentale non passa inosservata.

La Farnesina si è attivata ma si teme poiché l’arresto potrebbe essere politicizzato a prescindere dalle cause che lo hanno determinato, come riporta l’Ansa.

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