Una serie di ricerche ha analizzato i bastoncini di pesce surgelati, tra i prodotti più acquistati nei supermercati dai consumatori.
Tra gli alimenti più consumati troviamo sicuramente i bastoncini di pesce che mettono d’accordo tutti, grandi e piccini. Si tratta di un alimento economico e veloce da preparare che può, dunque, rivelarsi un ottimo alleato in cucina quando non si ha molto tempo da trascorrere ai fornelli. Una volta acquistati, possono essere preparati in forno, in padella, nella friggitrice ad aria o in forno a microonde.
In molti, però, si chiedono se questi bastoncini siano salutari e, soprattutto, come vengono realizzati. Sul punto sono state condotte una serie di ricerche per capire cosa bisogna valutare quando compriamo questi prodotti venduti ormai in tutti i supermercati.
Non c’è dubbio sul fatto che i bastoncini di pesce piacciono alla maggior parte dei consumatori. Oltre al loro gusto, questo prodotto, come abbiamo già detto, può essere cucinato in pochi minuti senza grandi procedimenti. Non solo, i bastoncini riescono anche ad avvicinare i più piccoli al pesce, un alimento non sempre loro gradito.
Sulla qualità e la preparazione di questi prodotti sono state condotte varie ricerche dalle quali è emerso che, nella maggior parte dei casi, il pesce utilizzato non solo non è vera polpa di merluzzo, ma si tratta di materia prima di bassa o scarsa qualità. Non solo, questi prodotti risultano essere cibi ultraprocessati. Per la preparazione vengono utilizzati blocchi di pesce congelato di bassa qualità, a volte anche scarti, che vengono poi tagliati e impanati in una pastella per poi essere pre-fritti. In quest’ultimo passaggio, anche l’olio non sarebbe di ottima qualità.
Nell’agosto del 2023, la rivista tedesca Öko-Test ha pubblicato i risultati di un test condotto dagli esperti su 19 marche di bastoncini. In 11 dei casi presi in esame sono state individuate sostanze tossiche all’interno, tra cui metalli pesanti, componenti di oli minerali, clorati e sostanze grasse. A destare maggiore preoccupazione, soprattutto perché il prodotto è molto consumato dai bambini, la presenza di acidi grassi 3-MCPD e del glicidolo, sostanze ritenute potenzialmente cancerogene.
Non solo, sarebbero emersi anche problemi per quanto riguarda la sostenibilità dei metodi di pesca utilizzati per la produzione dei bastoncini. In alcuni casi, il pesce viene pescato con reti a strascico che possono provocare significativi danni all’ecosistema marino.
Prendendo in esame, le marche vendute anche nel nostro Paese, secondo la ricerca del 2023, quelli che ottengono “buono” come risultato sono Frosta, Iglo (Findus) e gli Ocean Sea commercializzati da Lidl. “Soddisfacente”, invece, il risultato ottenuto dai bastoncini Bofrost.
Di recente è stata condotta un’altra ricerca, pubblicata dalla rivista svizzera Bon à Savoir, che ha esaminato 15 marchi di bastoncini. Da quanto emerso, come riporta Greenme.it, rispetto agli anni precedenti, è salita la quantità di pesce contenuta in questi prodotti che si atterebbe tra il 65 ed il 68%, ma risulta ancora presente il glicidolo, come detto, potenzialmente cancerogeno. Anche in questo caso, sono emerse anche pratiche di pesca e produzione poco sostenibile. Tra i prodotti migliori risultano esserci i bastoncini bio Naturaplan di Coop (elvetica) che sono privi di glicidolo e contengono una buona quantità di pesce rispetto alle altre marche analizzate (66,7%). Tra quelli con un punteggio più basso i crack sticks Findus che, secondo la ricerca, contengono una bassa quantità di pesce (59%) ed una significativa presenza di glicidolo.
Come sottolineano gli esperti, i livelli rilevati nel test non rappresentano un rischio per la salute, ma l’accumulo di glicidolo nel corpo potrebbe essere pericoloso a lungo termine.